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Documento originale America's Chemical Weapons |
Traduzione di Alessandro Santi |
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21 Dicembre 2002 Le armi chimiche dell'America Stephen Kerr |
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Nel 1991, il regime iracheno aveva acconsentito alla distruzione ed interruzione dello sviluppo di tutte le armi di distruzione di massa e missili a lungo raggio e, per provare al mondo di averlo fatto, si era sottoposto a rigorose ispezioni. L'Iraq non ha mantenuto quella fondamentale promessa. Le ispezioni delle Nazioni Unite hanno anche rivelato che probabilmente l'Iraq detiene ancora riserve di VX, Mustard e di altri agenti chimici ..." | ||
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Dal discorso del Presidente americano George W. Bush all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 12 settembre 2002. Le bombe nel cortile di Bush Quando Jeff Miskin, un giorno dell'estate 1996, piantò un albero in Spring Valley, un ricco sobborgo di Washington DC, non si sarebbe mai aspettato di rimanere intossicato da un arma chimica americana. Ma Jeff Miskin trovò una sorpresa tossica, rimasta seppellita per 70 anni sotto il prato dell'Università President of American. "Sono saltato nella buca e mi è arrivato in faccia del fumo biancastro e grigio." Ci spiega amichevolmente. "Aveva un odore acre, simile ad erba. Subito dopo non mi sono sentito molto bene." Nè lo è più stato da allora. Gli attrezzi di Miskin avevano frantumato alcune vecchie fiale di vetro di lewisite, un composto chimico oleoso letale, usato come elemento per armi chimiche; questa sostanza chimica può causare pustole sulla pelle, cecità e morte in dosi minime come pochi milligrammi per metro cubo di aria. Al momento dell'incidente, Miskin riportò bruciature sul volto ed un gonfiore anormale. All'epoca i responsabili dell'università gli dissero di non preoccuparsi. Questo è stato il messaggio che l'esercito americano ha sempre utilizzato sugli argomenti relativi alle riserve di armi chimiche nazionali, a differenza dei suoi enormi interessi per le riserve irachene. Washington non è Baghdad. Nella Spring Valley ci sono circa 1200 case che hanno la particolarità di essere state costruite sopra i resti del Centro Sperimentale dell'Università Americana, dove furono testate e scaricate armi chimiche durante la Prima Guerra Mondiale. Lì furono sotterrati gas mustard e lewsite, contenuti all'interno di vecchie bombe arrugginite, sotto i cortili di illustri personaggi degli Stati Uniti: senatori, ambasciatori e diplomatici. Alcune munizioni chimiche sono state recentemente rimosse dal cortile dell'ambasciatore sud-coreano. Mentre George W. Bush continua ad invocare una guerra contro Saddam Hussein, utilizzando come movente l'uso che il dittatore fà delle armi chimiche 'contro la popolazione iraqena', la Spring Valley viene tranquillamente bonificata dai residui di arsenico dovuti alle dispersioni di lewsite. La pressione dell'opinione pubblica ha costretto l'esercito ad estendere le operazioni di decontaminazione dai pochi luoghi isolati. Il Maggiore dell'esercito americano Peloquin, incaricato della bonifica della Spring Valley per il Corpo degli Ingegneri dell'esercito sostiene che "la stampa ha seguito con molto interesse il caso, anche a causa del coinvolgimento dell'opinione pubblica locale. A causa dei forti interessi in gioco, molte decisioni politiche sono state prese solo per stare tranquilli". "Si parla di circa 1600 proprietà; abbiamo analizzato il 96% delle residenze. Di queste ce ne sono circa il 10% che rivelano quantità di arsenico sopra il livello di soglia stabilito dall'EPA (Environmental Protection Agency) e dal Distretto Sanitario Federale." I fertilizzanti o il legno trattato a pressione potrebbero anche spiegare alcune misurazioni elevate, sostiene Peloquin. Il terreno in superficie della Spring Valley è stato scavato per diversi chilometri. Le vecchie bombe, ritrovate sotto i prati ben curati del sobborgo, fanno parte dei materiali chimici bellici che non sono di riserva, gli innumerevoli agenti chimici bellici che l'esercito americano ha scaricato o abbandonato dalla Prima Guerra Mondiale agli anni '70. Questo include anche gli impianti contaminati usati per produrre, testare e trattare le armi chimiche. Ci sono residui di armi chimiche non di riserva, scaricati in 244 luoghi sparsi in 38 stati americani. La bonifica completa non potrà avvenire prima di alcuni decenni e costerà miliardi di dollari. La Convenzione sulle Armi Chimiche e l'ispettore boicottato Il 17 aprile 1997 gli Stati Uniti hanno ratificato (con alcune importanti riserve) la CWC (Convenzione sulle Armi Chimiche). Washington si è riservato il diritto di trattenere il 50% dei suoi contributi all'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW), incaricata della realizzazione del trattato. C'è un gran numero di esenzioni alla 'sicurezza nazionale', che consentono al governo americano di 'modificare' le informazioni segrete realtive alla Convenzione sulle Armi Chimiche. In ogni caso, il governo americano ha dato mandato di distruggere le sue riserve di 31.496 tonnellate di armi chimiche e di consentire ispezioni sugli armamenti, più indulgenti rispetto a quelle a cui deve sottostare l'Iraq. Con la risoluzione 687 delle Nazioni Unite ed ora con la 1441, l'Iraq deve permettere agli ispettori degli armamenti delle Nazioni Unite, di condurre ispezioni senza preavviso nelle sue fabbriche e nelle sue istallazioni militari. L'Iraq non può 'modificare' le sue informazioni segrete. Il presidente Bush appare determinato nel sostenere che nessuna negoziazione è possibile con l'Iraq su questi temi, insistendo su una immediata accondiscendenza da parte dell'Iraq. Bush si sta preparando apertamente a portare il paese in guerra, apparentemente per 'disarmare' l'Iraq delle sue armi, dichiarate alle Nazioni Unite ma non all'opinione pubblica. Le armi chimiche degli Stati Uniti non sono soggette a particolari controlli, senza parlare delle minacce di guerra da altre nazioni, a dispetto dell'incredibile dimensione delle sue riserve di armi chimiche e del record di avvelenamento della propria popolazione. Il programma per l'adesione degli Stati Uniti al CWC è meno ristretto di quello offerto all'Iraq dalle risoluzioni delle Nazioni Unite. Il CWC ha imposto agli Stati Uniti una prima scadenza, il 29 aprile 2002, per la distruzione delle materie prime necessarie alla costruzione di armi chimiche e una successiva scadenza nel 2007, per la distruzione di tutte le proprie armi chimiche. E' consentito un unico ritardo di 5 anni, il quale sposta la data per l'accordo fino al 2012. Alcuni studi condotti dal General Accounting Office e documenti interni relativi al programma di demilitarizzazione delle armi chimiche, indicano che persino la scadenza del 2012 potrà essere difficilmente rispettata dagli Stati Uniti. Un documento riservato dell'Esercito del 1998 sostiene che, "anche all'interno del Dipartimento della Difesa e dell'Esercito il programma non è ritenuto credibile; nessuno sembra volerlo supervisionare perchè è visto come un disastro denza soluzione." Dal 1995 il budget del programma è passato da 1.7 a 15.7 miliardi di dollari. Appena prima della scadenza della Convenzione del 29 aprile 2002, il governo degli Stati Uniti ha convocato una riunione straordinaria della OPCW per congedare il suo Direttore Generale Jose Bustani, il più importante ispettore di armamenti del mondo. Bustani aveva insistito per ottenere ispezioni sulle istallazioni di smaltimento delle sostanze chimiche, intorno ai quali si erano verificati continui problemi, come l'esposizione dei lavoratori agli agenti chimici bellici e le cause giudiziarie dei residenti contro la tecnologia dell'incenerimento. Il 21 aprile, in una lettera diretta agli stati membro, Bustani dichiarò: "La Convenzione non stabilisce nessun trattamento speciale per quei paesi che dispongono di un'industria chimica in grande scala. Io insisto affinchè il raggio di azione dei nostri ispettori debba essere lo stesso in tutti i paesi" Bustani fu anche vicino ad ottenere la firma dell'Iraq al CWC, mossa che avrebbe eliminato l'unico pretesto per la guerra del governo Bush e concesso all'Iraq la stessa scadenza del 2012, data agli Stati Uniti per distruggere le proprie armi chimiche. Le autorità americane hanno dichiarato di essere in disaccordo con lo 'stile di gestione' di Bustani. Gli ispettori cittadini Alcuni residenti di Umatilla, un paese agricolo dell'Oregon, sono invece in disaccordo con lo stile di gestione dell'Esercito americano, il quale ha in programma di distruggere parte delle sue riserve di armi chimiche nel loro paese. Umatilla è adesso l'avanguardia di un crescente movimento di cittadini americani i quali, richiedono sistemi di smaltimento più sicuri per i prodotti chimici più mortali mai creati. Non ci sono senatori o membri del Congresso, non ci sono ambasciatori a Umatilla. Ci sono solo fattorie. Per Karyn Jones, il mondo inizia e finisce alla porta di ingresso del Deposito Chimico di Umatilla. "Le nostre domande sono cadute nel vuoto" sospira. Jones gestisce un laboratorio dentistico ad Hermiston, un paese vicino Umatilla. Assiste sua madre che soffre di un cancro al pancreas. Per 14 anni ha tentato di organizzare la sua comunità per fermare l'incenerimento di 3.717 tonnellate di armi chimiche che erano state immagazzinate nel deposito: il 12% di tutta la riserva degli Stati Uniti. Queste includono 105.888 razzi M55, ognuno riempito con 4.5 chilogrammi di agente nervino letale VX. Alcuni razzi sono difettosi e perdono. Le riserve contengono anche contenitori da una tonnellata di agente mustard blister. Karyn Jones vuole che queste armi, che dovranno essere distrutte alla scadenza del 2012, vengano estromesse dalla Convenzione sulle Armi Chimiche. Infatti lei non vuole che queste armi vengano incenerite. Jones sostiene, tra serietà e sorrisi dovuti ad un amaro senso di ironia: "All'inizio, quando siamo stati coinvolti, non ci siamo necessariamente opposti all'incenerimento. Abbiamo soltanto voluto sapere cosa sarebbe successo. Con il passare del tempo, vedendo cosa stava accadendo, siamo rimasti impressionati". Lei è un'attivista suo malgrado. Ma la situazione ad Umatilla è critica. Una sola goccia dell'agente nervino VX potrebbe uccidere in pochi minuti. Le tonnellate di VX presenti a Umatilla sono sufficienti per uccidere milioni di persone. Jones e altre persone che si sono organizzate per opporsi all'incenerimento vogliono sbarazzarsi delle armi chimiche, ma stanno spingendo l'esercito ad adottare sistemi chimici per la bonifica e le tecnologie di bio-neutralizzazione che sono state usate per decenni in Canada e in Inghilterra e che sono basate su semplici criteri chimici. Karyn Jones ed altri cittadini hanno formato un comitato (denominato GASP) il quale ha portato in tribunale il piano regolatore dello stato, al fine di revocare il permesso di incenerire. Jones sostiene: "Avevamo pensato di andare in tribunale nell'agosto del 1997, e finalmente ci siamo andati in ottobre". GASP lavora in stretto contatto con il Gruppo di Lavoro sulle Armi Chimiche, (CWWG) una coalizione globale che si interessa degli smaltimenti sicuri in materia di armi chimiche. Craig Williams, per il CWWG, sta facendo pressioni per ottenere smaltimenti sicuri della riserva chimica. Egli ha documentato alcuni incidenti, quando i militari americani hanno mostrato una sprezzante noncuranza verso le garanzie ambientali, rilasciando gas nervino nell'ambiente. "Stiamo parlando di VX e sarin, alcuni degli agenti chimici più pericolosi mai inventati. Questi incidenti sono successi direttamente fuori dal sistema di smaltimento, cioè nell'ambiente; sono stati causati dalla incapacità della tecnologia di incenerimento ad alta pressione ed alta temperatura di controllare queste sostanze" sostiene Williams. Nel 1997 l'esercito americano ha stanziato una cifra di 567 milioni di dollari per incenerire a Raytheon i prodotti chimici letali di Umatilla. Conseguentemente Raytheon ha venduto il suo business di demilitarizzazione al Washington Group, il quale adesso gestisce quattro inceneritori di armi chimiche per conto dell'esercito americano. Rick Kelly commenta dall'ufficio stampa di Umatilla del Washington Group; "C'e' una piccola minoranza di persone che si sono opposte all'inceneritore". "Molta gente pensa: 'Bene, non perdiamo tempo. I problemi sono ovunque.' Sapete che ci sono stati dei problemi, ma questi sono stati riscontrati durante la fase di test." In agosto, le combustioni del percloroetilene, un solvente secco cancerogeno usato per testare l'inceneritore, hanno rilasciato cromo, arsenico, piombo e antimonio nella ciminiera dell'inceneritore. Tutte sono sostanze altamente tossiche. Dopo alcuni incidenti, lo stato dell'Oregon ha chiuso l'inceneritore il 23 ottobre 2002; rimane in sospeso una azione legale del movimento GASP della signora Jones e del Sierra Club. La salute pubblica irachena Il modo in cui vengono smaltite le armi chimiche del tuo prossimo dipende da chi è il tuo prossimo. Se un piano di incenerimento delle armi chimiche da mezzo miliardo di dollari è abbastanza buono per gli americani delle comunità agricole, deve essere considerato sicuramente troppo costoso per la maggior parte degli iracheni. L'UNSCOM, l'ispettorato delle Nazioni Unite per il controllo degli armamenti in Iraq, ha scoperto armi chimiche irachene a Kamissiyah. Il 10 marzo 1991 è stato fatto saltare in aria un numero non precisato di razzi a testate chimiche. "Viene scavata una grande fossa; in fondo si posiziona una cremagliera e ci si mettono sopra i razzi. Si riempie con benzina, e ci si butta un fiammifero. Sotto viene anche piazzato dell'esplosivo. Tutto esplode come una polveriera. Non è molto salutare, ma è quello che hanno fatto con i razzi di gas nervino" è la testimonianza del dott. Julian Perry Robinson, il maggior esperto del mondo per quanto riguarda le armi chimiche. Robinson redige l'unica rivista sulle armi chimiche, the CBW Conventions Bulletin, ed ha lavorato come consigliere per l'ONU, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, e il Comitato Internazionale della Croce Rossa. E' un avvocato e un chimico.. Il General Accounting Office e le associazioni dei veterani della Guerra del Golfo ritengono che l'esposizione chimica dei soldati americani nel sud dell'Iraq (dovuta a questo ed altri incidenti) sia una delle cause della Sindrome della Guerra del Golfo. Nel 1999 il National Gulf War Resource Centre ha chiesto l'interruzione degli incenerimenti di armi chimiche. L'esercito americano lo ha ignorato. Intanto, nel sud dell'Iraq, migliaia di bambini iracheni stanno nascendo con orribili patologie neonatali, visto che sia i fumi tossici dovuti agli incendi dei pozzi di petrolio che i residui di armi chimiche e uranio impoverito si stanno combinando tra loro, secondo modalità non note e non documentate. Robinson sostiene: "Non sono sicuro che nessuno abbia effettivamente misurato la 'piuma sottovento' (ossia il pennacchio di fumo che si forma nella zona sottovento le ciminiere di incenerimento[ndt]). Ma poi si pensa al chiasso per la sindrome della guerra del Golfo a Kamissiyah. Dopo simulazioni senza fine, gli americani sono giunti alla conclusione che i livelli misurati erano così bassi da non poter generare alcun pericolo." Alcuni ricercatori del Congresso hanno stimato che la 'piuma' ha percorso dai 200 ai 500 chilometri. Ma i problemi di salute degli iracheni sono fuori dagli schermi radar dell'esercito americano. Al contrario il pentagono ha adottato una strategia di diniego sostenendo, a dispetto dell'evidenza sempre più crescente, che bassi livelli di esposizione al gas nervino non sono dannosi. Craig Williams e il CWWG hanno confrontato i problemi di salute delle popolazioni vicine agli inceneritori, con i sintomi dei veterani della Guerra del Golfo. Questi sono eccezionalmente simili e includono attacchi di cuore prematuri, rare malattie auto-immunitarie e sclerosi multipla. I figli stessi dei veterani della Guerra del Golfo stanno sperimentando malattie ed alti livelli di patologie neonatali. Williams sostiene che anche bassi livelli di esposizione ad agenti tossici sono un importante problema ambientale. Riferendosi ad un altro inceneritore di armi chimiche dell'esercito situato a Tooele nello Utah, Williams sostiene: "Visti i problemi di salute esistenti e il livello di contaminazione raggiunto in quell'area, è incosciente aumentare il livello di inquinamento, specialmente quando ci sono alternative sicure". Esistono alternative pulite Bob Palzer del Sierra Club, un biochimico pensionato dell'Università di Berkley in California, ha lavorato in stretto contatto con l'esercito americano per adottare tecnologie alternative in risposta alla pressione civile. "Il 90% delle emissioni emesse dagli inceneritori non può essere determinata. Quando l'EPA (Environmental Protection Agency) ha tentato di identificarle, hanno scoperto che la maggior parte era cancerogena. Questo è un problema comune a tutti gli inceneritori" "Essenzialmente viene usato un 'effetto diluzione' in modo che, forse, ciò che esce dagli inceneritori possa rispettare i limiti delle emissioni; quando questi prodotti chimici sono messi insieme, ritornano concentrati nell'ambiente. Si tratta di tossine bio- cumulative che agiscono, ognuna secondo i propri principi chimici, sulla catena del cibo e finiscono negli esseri umani" sostiene Palzer, il quale parla allegramente dei prodotti chimici più tossici della terra. Il crescente movimento di cittadini americani che si oppongono all'incenerimento di armi chimiche è preoccupato che, il costante accumulo di tossine ambientali provenienti dall'incenerimento di armamenti chimici, possa avere gravi effetti sulla salute pubblica. Karyn Jones e Palzer lavorano con il Chemical Weapons Working Group, realizzando campagne informative per la distruzione delle armi chimiche mediante tecnologie più pulite e meno volatili. Per rispondere alla pressione delle associazioni dei cittadini, l'esercito ha creato un team per studiare alternative; sono state approvate quattro tecniche. Palzer, che faceva parte del gruppo, è entusiasta: "E' stato il servizio pubblico più soddisfacente al quale io abbia mai partecipato." sostiene eccitato, discutendo di alternative pulite all'incenerimento. Il gas mustard può essere neutralizzato con acqua alla stessa temperatura di quella che viene usata per la doccia di casa nostra. "Quell'acqua non sarebbe potabile; si potrebbe depurare con un metodo di bio trattamento, come il sistema di smaltimento delle acque sporche. In un periodo di tempo relativamente breve, l'acqua potrebbe risultare più pulita di quella che si era utilizzata all'inizio." L'esercito sta attualmente adottando la nuova tecnologia in tre siti per la distruzione di armi chimiche. Ma gli attuali sistemi di incenerimento sono programmati per continuare la loro attività. Secondo Palzer, "L'esercito, avendo preso una decisione, non ha il buon senso di riconoscere che è stato commesso un grosso errore. Piuttosto che risolvere il problema, preferisce mentire. Hanno raccontato cosi tante bugie. Se avessero speso la metà del denaro che spendono in relazioni pubbliche e avessero appena dato un'occhiata al significato di quei dati, ora userebbero delle alternative valide e sarebbero molto più vicini alla soluzione del problema." Prevenzione e Sicurezza. Nelle contee di Umatilla e Morrow, alcune delle aree agricole maggiormente produttive del Nord-Ovest, la depurazione dell'acqua è una questione politica. Karyn Jones si preoccupa per la propria sicurezza alimentare. "Il mustard (in teoria un gas, ma in pratica immagazzinato come un liquido viscoso) è estremamente cancerogeno e può essere attivo nel suolo per decenni. Anche se non ci dovesse essere contaminazione, qualora i consumatori dovesserero credere che la nostra area è contaminata, non comprerebbero più i nostri prodotti." L'esercito americano ha scaricato l'agente chimico Mustard in profonde discariche, bruciandolo o miscelandolo con candeggina all'aria aperta. Negli anni 50 e 60 veniva scaricato in pieno oceano. Lo stato dell'Oregon ha ripetutamente citato il Deposito Chimico di Umatilla per gravi mancanze nel processo di immagazzinamento e smaltimento delle armi chimiche. Le strutture contenenti i razzi danneggiati di gas nervino, permettono la fuoriuscita delle sostanze tossiche direttamente nel terreno. Le strutture non sono ermetiche e determinano emissioni incontrollate di vapori dell'agente nervino nell'ambiente. "In dieci anni non si è mai vista una goccia di agente liquido in questo deposito" sostiene un portavoce dell'esercito. Anche la sicurezza è un problema. I voli civili sopra l'area sono stati proibiti solo dopo l'11 settembre 2001. I contenitori da una tonnellata di gas Mustard sono stati conservati all'aperto fino alla metà degli anni 80, quando sono stati spostati in un capannone stagno. Dopo l'11 settembre sono stati spostati in alcuni bunker sotterranei chiamati 'igloo'. Jones sostiene: "Avevamo richiesto che lo spazio aereo sopra il deposito fosse chiuso per alcuni anni". I 14 anni che gli sono stati necessari per organizzarsi giungono in un contesto di ironica rassegnazione. "Qualcuno dei rappresentanti dell'esercito sostenne che c'era stata troppa burocrazia." sorride. L'umorismo macabro è presente in grande quantità nei 'cerchi di gas nervino'. Alcune nuove procedure sono state anche messe a punto, al fine di evitare che i lavoratori potessero portare a casa residui di gas nervino sarin nei loro pantaloni. Il 23 agosto, un lavoratore del deposito di Umatilla si è ammalato ed ha erroneamente portato con se un'ampolla di vetro, contenente agente nervino diluito in alcool. L'agente diluito è utilizzato per calibrare la strumentazione per il controllo dell'aria. "Poichè i nostri sistemi per il controllo dell'aria sono tarati per misurare fino a poche parti per mille miliardi, possiamo usare soluzioni molto diluite" Il portavoce dell'esercito Mary Binder spiega in maniera molto calma: "Se lei ingerisse accidentalmente questo, non si ammalerebbe" La soluzione diluita di laboratorio è 29.3 parti per miliardo. "La sicurezza è l'aspetto che viene curato maggiormente al deposito" ripete. La sentenza Clean Water proibisce qualunque concentrazione di agenti chimici bellici in acqua potabile. Lo standard accettabile è la completa assenza di agente nervino. Karyn Jones non crede molto alle rassicurazioni dell'Esercito. "Chi sa cosa sarebbe potuto succedere se quella sostanza gli fosse caduta fuori dalla tasca a casa e la sua famiglia fosse stata nella stanza? Nessuno può saperlo. Cosa sarebbe successo se fosse finita nel bucato?" Qual è il livello di tossicità? C'e' un dato di fatto sempre più evidente che documenta gli effetti negativi sulla salute, dovuti anche a bassi livelli di esposizione ad agenti chimici bellici. Il General Accounting Office (GAO), la CIA e altri gruppi hanno riconosciuto come possibili cause della Sindrome della Guerra del Golfo, i bassi livelli di esposizione al letale gas nervino sarin, causati dalla distruzione delle riserve iraqene avvenute a Khamisiyah nel 1991. Ma, nel settembre del 1998, una relazione dello stesso GAO scopre che il Dipartimento della Difesa americano ancora non aveva una strategia per trattare bassi livelli di esposizione alle armi chimiche come il VX e il Sarin. Il VX è un liquido scuro e viscoso, realizzato per essere assorbito a livello epidermico. Il sarin è realizzato come miscela, per essere inalato, affinchè risulti letale al massimo. Entrambi distruggono le funzioni del sistema nervoso, inducendo debolezza, vomito, convulsioni, paralisi e la morte. Entrambi interferiscono con il neurotrasmettitore acetilcolina, stimolando in maniera incontrollata muscoli e nervi. I sintomi sono già evidenti dopo un minuto di esposizione. La morte sopraggiunge entro dieci minuti. Esposizioni a dosi letali o quasi letali sono piuttosto rare. I movimenti dei cittadini sono molto più interessati all'accumulo di bassi livelli di queste tossine nell'ambiente; quello a cui sono interessati sono le tecniche approssimative di immagazzinamento e i sistemi di smaltimento; in definitiva le fuoriuscite dei residui di agente nervino nelle emissioni degli inceneritori e nei prodotti di scarto. Per un periodo di due anni, l'inceneritore dell'esercito di Tooele nello Utah, ha prodotto circa 20.000 tonnellate di scorie pericolose, causate dall'incenerimento di circa 1.300 tonnellate di agente nervino. Ci sono stati continue esposizioni di agente nervino sui lavoratori e dispersioni nell'inceneritore di Tooele, il più recente a luglio, quando un lavoratore è stato ricoverato con acuti sintomi da esposizione. Recenti ricerche, realizzate dal National Research Council, dimostrano che i vari agenti chimici bellici sono molto più tossici per gli esseri umani e per l'ambiente di quanto si fosse inizialmente pensato. Lo studio ha consigliato di raddoppiare le stime di tossicità relative al gas sarin. In una lettera del 12 dicembre inviata all'esercito americano, il senatore Richard Shelby ha definito 'completamente inattendibili' gli standard dell'esercito."Questi consentono un livello massimo di esposizione pari a 100 nanogrammi di agente nervino per metro cubo di aria consumata. Gli standard per la popolazione in generale sono di 3 nanogrammi per metro cubo di aria. Gli standard dell'esercito sono basati sull'assunto che, un soldato americano cresciuto a bistecche, possa resistere maggiormente all'esposizione per via della sua giovane età e della sua forma fisica. L'incidente di Umatilla: "Adesso devo convivere con ciò che è stato fatto a me e al mio corpo." Il 15 settembre 1999 Brian Zasso lavorava come tecnico per impianti di ventilazione insieme ad altri 34 colleghi, durante la costruzione dell'inceneritore. Quel giorno si trasformò da campione di nuoto ed atleta in un "anziano", a causa di una nube invisibile di gas tossico. Non ha più lavorato da allora. "Verso le 11:05 siamo venuti in contatto con qualcosa di sconosciuto. Inizialmente l'abbiamo avvertito sulla pelle, come un brivido molto strano. Con il respiro successivo ho avvertito un dolore terribile. Non c'era odore, ma un gusto molto acido." Brian Zasso racconta con estrema calma la sua esposizione a quello che, sia lui che i suoi avvocati, credono sia gas sarin. L'esercito americano sostiene di non conoscere la sostanza alla quale Brian è stato esposto. Mary Binder parla del caso a nome dell'esercito: "Siamo confidenti e fiduciosi nelle nostre procedure e nei test che sono stati fatti. Crediamo che le istruzioni che abbiamo fornito e la documentazione che abbiamo prodotto per il processo legale, dimostreranno che l'agente chimico bellico non fù la causa dell'incidente del 15 settembre 1999." La ricostruzione di quella giornata di Brian Zasso è costellata da una tosse violenta. "I miei polmoni si sono congelati immediatamente. Ho iniziato ad avere le convulsioni e spasmi di tosse incontrollabili. Tutti i miei muscoli hanno iniziato a contrarsi." Si creò una situazione di panico. Gli operai asfissiati corsero giù per i corridoi per allontanarsi da quei fumi invisibili. Questa era la situazione quando Tony Kimball crollò a terra. Zasso corse indietro finendo nella nube tossica per prestare soccorso al suo amico e lo portò fuori. "In questi casi si fa quel che si può. Sono ritornato indietro lungo il corridoio e l'ho soccorso. Dovevano essere circa 15 metri. E' stata una questione di pochi secondi. Avrei anche potuto evitare di respirare; era così doloroso, come se stessi respirando acido puro. Subito dopo abbiamo tutti iniziato a vomitare." Zasso e altri 17 operai hanno citato in giudizio l'esercito. Gli operai e l'esercito sono in disaccordo nel ricostruire quanto accaduto subito dopo l'incidente. Il contrasto è in particolare sulle cause della malattia di Zasso. Esiste della documentazione, in parte ottenuta da Freedom of Information, che ci consente di ricostruire gli eventi del 15 settembre nella sequenza in cui si sono susseguiti. Intorno alle 14, i lavoratori sono stati portati al pronto soccorso locale, sofferenti per "acuti bruciori al torace, eccessiva salivazione, respiro corto... sintomi neurologici di debolezza muscolare e contrazioni, bruciori epidermici, strane visioni, debolezza e stato confusionale." L'esercito ha sostenuto che, la documentata assenza di miosi (ossia il restringimento delle pupille alle dimensioni di uno spillo [ndt]), dimostrava che Zasso non era stato esposto ad alcun agente nervino. Alle ore 14:28, un tecnico aveva rivelato elevati livelli di gas sarin al blocco K, il lungo tratto di igloo dove erano immagazzinate migliaia di tonnellate di agente chimico bellico. Praticamente nello stesso istante, cioè alle 14:30, l'esercito emise un comunicato stampa che annunciava un'indagine e la conclusione che l'incidente "...non vedeva coinvolto l'agente chimico." Alle 14:51, un altro test realizzato in un'altro punto, rivelava invece elevati livelli di sarin. Successivamente veniva rivelato anche il mustard.. Non esiste alcun risultato relativo ai test effettuati dal giorno in cui si ammalarono gli operai. Non tutti gli igloo venivano controllati sistematicamente. Ma gli avvocati di Zasso sostengono che i dati meteorologici dell'esercito relativi al preciso momento dell'incidente, mostrano che il vento soffiava dal blocco K verso l'area dove Brian Zasso stava lavorando. Il portavoce dell'esercito controbatte che i documenti dei test, ottenuti dal Freedom of Information, erano relativi soltanto alle regolazioni dei sistemi per il monitoraggio dell'aria. "E' molto semplice ottenere un documento per il monitoraggio dell'aria, è molto semplice produrlo e sostenere di aver ottenuto i picchi qui. Si tratta di un documento relativo alla regolazione degli apparati per il monitoraggio dell'aria." I documenti mostrano chiaramente le letture di calibratura segnate, come pure i campioni presi sia per il sarin che per il mustard. Il campione minimo di rilevamento per il gas nervino sarin è 0.89 nanogrammi per metro cubo di aria, poco meno di un terzo del limite consentito. Il campione minimo per il mustard è 88 nanogrammi per metro cubo, prossimo al suo limite consentito di 100 nanogrammi per metro cubo. L'esercito ha successivamente replicato all'avvocato degli operai che le letture dei picchi erano al di sotto delle capacità di rilevamento dei sistemi di rilevamento, i quali interpretavano quindi i rilevamenti stessi come 'rumore di fondo'. Comunque il manuale dell'esercito relativo alla strumentazione indica che le letture effettuate a partire dal 15 settembre sono effettivamente ben al di sotto dei limiti delle capacità degli strumenti. Le parti determineranno in tribunale l'esatta origine della malattia di Brian. Intanto, Zasso che non può più lavorare, è stato curato e sostenuto finanziariamente dai suoi due ragazzi; egli infatti è un padre single. L'esercito americano è scettico. Mary Binder infatti replica: "Vengono usati i termini 'ferito seriamente' e 'impossibilitato a lavorare'. Queste affermazioni dovrebbero essere valutate da un medico". A Brian Zasso è stata diagnosticata la RADS (Reactive Airways Dysfunction Syndrome), "...e ogni giorno continua ad avere tosse, respiro breve e rigidità del torace. A causa di questi sintomi, non è stato in grado di poter tornare al lavoro" come descritto nei documenti presentati dal suo medico. Brian Zasso cerca di mantenere il suo umore positivo. "Adesso devo convivere con quello che è stato fatto a me e al mio corpo." Ma Zasso è indignato per il prolungato rifiuto dell'esercito di accettare la responsabilità per quanto accaduto a lui e ai suoi compagni: "Hanno detto a tutti i nuovi assunti che si trattava di spray per autodifesa di qualche 'ambientalista'. Questa era la loro terminologia. E' una cosa ridicola. Noi siamo professionisti. Eravamo là perchè quella roba doveva essere distrutta. Lo sapevamo." Ritorna al discorso della guerra all'Iraq rimasta in sospeso: "Per quale motivo dovremmo costruire armi biologiche e cose del genere? Armi di distruzione di massa? Non credo che questa sia la maniera di risolvere i problemi. Io credo che non avremmo mai dovuto realizzare cose del genere, perchè adesso chiunque nel mondo può farlo. Saddam Hussein? Il sarin in suo possesso glielo abbiamo dato noi, quando era nostro amico. E' pazzesco."
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