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La Seconda Guerra mondiale, durata dal 1939 al 1945, fu il secondo
grande conflitto del XX secolo, in cui furono coinvolti quasi tutti i
paesi del mondo e che vide duri scontri anche al di fuori dell'Europa.
Iniziò il 1° settembre 1939 con l'attacco alla Polonia da parte della
Germania nazista, che già aveva stretto patti con l'Italia e con il
Giappone, e si era annessa l'Austria e la Cecoslovacchia. Ai tre paesi si
opposero, conquistando la vittoria finale, le truppe di Inghilterra,
Francia, Russia, Stati Uniti e paesi alleati. Decisivo fu l'im-piego da
parte degli Stati Uniti della prima bomba atomica, sganciata il 6 agosto
1945 sulla città giapponese di Hiroshima. In seguito al conflitto la
Germania fu divisa in due parti, la Repubblica Federale, sotto la sfera
d'influenza dei paesi occidentali, e la Repub-blica Democratica, sotto
quella dell'Unione Sovietica. I morti complessivi furono quasi 50 milioni,
di cui quasi 10 sterminati nei campi di concentramento
nazisti.
L'incognita tedesca C'era una grande
incognita in Europa: la Russia Sovietica. Le diplomazie di Francia e
In-ghilterra cercarono, sia pure tra dubbi ed incertezze, dettate dalle
vecchie idee anti-comuniste, di attrarre la Russia in una coalizione
anti-tedesca; dal canto suo la Germania cercò di stipulare con fredda
real-politik un patto di non aggressione con la Russia. L'U.R.S.S. aderì
alle offerte precise della Germania che le proponeva la spartizione della
Polonia. Il patto di non aggressione firmato tra la Germania che le
proponeva la spartizione della Polonia. Il patto di non aggressione
firmato tra la Germania e l'U.R.S.S. il 23 agosto 1939 diede a Hitler la
possibilità di scatenare la guerra che non solo avrebbe risolto secondo le
sue aspettative il problema di Danzica, ma avrebbe portato all'occupazione
di buona parte della Polonia in tempi brevi, così da avere poi solo il
fronte occidentale cui dedicarsi.
La guerra Il
1° settembre 1939 iniziò l'invasione del territorio polacco da parte delle
armate tedesche che passarono di vittoria in vittoria, specie in
considerazione del fatto che l'armamento dei due eserciti era di un tale
divario da non consentire ai polacchi che una disperata eroica
re-sistenza. Varsavia venne raggiunta dai tedeschi il 9 settembre; il 17
anche la Russia entrò in guerra contro la Polonia e tre giorni dopo si
ebbe il congiungimento delle truppe russo-tedesche. Il 6 ottobre la
Polonia cessava di esistere come nazione ed il popolo polacco avrebbe
dovuto attendere la fine della guerra per veder ricostituito il proprio
stato, affron-tando sei anni di tremende sofferenze. La rapida vittoria
all'est e la situazione all'ovest, do-ve si combatteva una non guerra tra
le armate tedesche della linea Sigfrido e quelle franco-inglesi della
linea Maginot, permise a Hitler di proporre la pace agli inglesi e ai
francesi, pace che venne respinta. Le stasi sul fronte e la ricusazione
dell'offerta di pace permise a Hitler di affrontare e risolvere la
questione norvegese (dalla Norvegia la Germania si rifor-niva di materiali
strategici e gli anglo-francesi cercarono di impedirlo con la posa di mine
nelle acque territoriali norvegesi). La Germania invase la Danimarca e la
Norvegia ottenne ancora una volta una schiacciante rapida vittoria. Si
giunse così al 10 maggio 1940 quando scattò sul fronte occidentale il
grande attacco tedesco che secondo i piani del generale Von Manstein
doveva portare all'annientamento delle truppe anglo-francesi. In 5 giorni
fu occu-pata l'Olanda, poi il Belgio; quindi i tedeschi sfondarono il
fronte alleato a Sedan dilagan-do sino alla Manica e accerchiando il resto
degli eserciti alleati. In questo frangente venne da parte inglese attuata
l'operazione di salvataggio delle truppe alleate circondate a Dun-kerque
(dal 26 maggio al 4 giugno 1939 furono portati, con ogni mezzo, al di là
della Ma-nica, 330.000 uomini).
Entrata in guerra
dell'Italia (10 Giugno 1940) Ormai per la Francia era la fine:
il 10 giugno anche l'Italia entrò in guerra a fianco della Germania, il 14
giugno i tedeschi occuparono Parigi; il 22 giugno la Francia firmò
l'armistizio. Ora contro il nazismo ed il fascismo (che, va ricordato, il
1 novembre 1936 avevano stipulato l'asse Roma-Berlino e che il 22 maggio
1939 avevano firmato il patto d'acciaio tra le due potenze) si ergeva solo
l'Inghilterra. In Inghilterra era subentrato alla presidenza del consiglio
un uomo che avrebbe influenzato con la propria grande personalità tutto il
resto del conflitto: Winston Churchil. L'Inghilterra subì dall'agosto
all'ottobre una tremenda serie di bombardamenti aerei da parte della
Luftwaffe. La battaglia di Inghilterra fu affrontata con grande decisione
dagli inglesi, una decisione tale da sconsigliare Hitler a tentare uno
sbarco sull'isola. La caccia inglese inflisse perdite assai pesanti
all'attaccante tedesco. Per quanto concerne l'Italia va subito detto che
le nostre forze armate, assolutamente impreparate a una guerra moderna, si
trovarono disperse su vari fronti: prima quello contro la Francia, poi
quello in Libia e quindi quello in Africa orientale. Non solo c'è da
rilevare come il nostro stato maggiore pensasse più ad una guerra
difensiva che non offensiva, così che ci si trovò a perdere l'impero che
era totalmente isolato dalla madre patria, a subire una serie di rovesci
in Libia, a non saper risolvere il problema di Malta, munita roccaforte
inglese nel mezzo del Mediterraneo.
La guerra in
Grecia Infine ci si impelagò in avventure che si rivelarono
assai dannose sia sul piano puramente militare che su quello del prestigio
internazionale. Il 25 ottobre 1940 Mussolini decise di attaccare la Grecia
partendo dall'Albania, con la convinzione di ottenere una facile vittoria
(quasi a compensare in qualche modo i successi tedeschi). Ma l'esercito
greco non solo resistette validamente ma occupò addirittura il territorio
albanese. Così fu necessario l'inter-vento tedesco attraverso la
Jugoslavia e direttamente in Grecia per togliere dai guai l'alleato e per
potere affrontare senza preoccupazioni su altri fronti il problema russo.
Non va di-menticato che, malgrado il patto di non aggressione esistente
tra la Russia e la Germania, l'occupazione di territori all'est era pur
sempre per Hitler il modo di dare spazio alla Ger-mania nelle terre
orientali.
La guerra in Russia Infatti Hitler
aveva già programmato l'operazione Barbarossa che avrebbe dovuto
signifi-care l'annientamento dell'esercito sovietico. Così si arrivò alla
completa occupazione della Jugoslavia e della Grecia dove, con la fine di
aprile 1941, ogni resistenza ufficiale veniva a cessare. Con il 22 giugno
1941 la Germania attaccò la Russia ed anche in questa cam-pagna si
assistette ad un susseguirsi di successi dei Tedeschi che all'inizio
dell'inverno si trovarono sotto le mura di Mosca. Centinaia di migliaia di
soldati russi vennero fatti prig-ionieri o annientati e sembrò che nulla
potesse fermare le armate naziste.
Pearl Harbour (Dicembre
1941) Ma non fu così: l'inverno russo e una maggiore
resistenza offerta dai combattimenti sovie-tici fecero fallire i piani di
Hitler alla fine del 1941. Va considerato che un altro fatto acca-duto a
migliaia di chilometri di distanza doveva influire in modo decisivo sugli
sviluppi della guerra. Il 7 dicembre 1941 il Giappone attaccò di sorpresa
la flotta americana nella base di Pearl Harbour coinvolgendo direttamente
gli Stati Uniti, con il loro immenso po-tenziale industriale, nel
conflitto, segnando quindi decisamente una svolta nella conduzione e nello
sviluppo della guerra. Anche nel Pacifico, come in Europa per la Germania,
l'inizio della guerra segnò una serie di successi giapponesi i quali
occuparono la Thailandia, la Malesia giungendo ad occupare la grande base
inglese di Singapore il 15 febbraio 1942. I giapponesi occuparono
Hong-Kong, le Filippine, la Nuova Guinea, il Borneo, Sumatra per quanto
interessava il teatro del Pacifico.
Le vittorie
giapponesi Nella terra ferma si ebbe l'occupazione della
Birmania. Alla fine di luglio del 1942 l'eser-cito giapponese aveva
conquistato territori per otto milioni di chilometri quadrati
raggiun-gendo obiettivi che sembravano impossibili. I giapponesi
occupavano Hong-Kong, le Filippine, l'Indocina, Singapore e parte
dell'arcipelago melanesiano, giungendo fino ai confini dell'India e
penetrando nell'interno della Cina. Con questa nazione il Giappone era in
guerra già da molti anni, nel tentativo di distruggere le forze
nazionaliste cinesi di Ciang-kai-Sheck e quelle comuniste di Mao-tse-Tung.
Ma questo non significava la scon-fitta degli Stati Uniti che anzi
cominciarono a far sentire il peso della loro potenza proprio durante la
battaglia del mar dei Coralli e durante la battaglia di Midway
(maggio-giugno 1942) battaglia quest'ultima che invertì la tendenza nel
Pacifico, sino a che con il mese di agosto ebbe inizio la controffensiva
americana.
La situazione italiana La guerra era
davvero mondiale e nella vastità del conflitto il settore italiano
sembrava di importanza minore, ma questa valutazione strategica non era
certamente valida per i soldati italiani combattenti in Africa
settentrionale, in Russia e contro la guerriglia jugoslava; ne tanto meno
per la popolazione civile che in molte città viveva l'esperienza tragica
dei bom-bardamenti aerei diurni e notturni. L'Etiopia era perduta, in
Grecia ed in Africa settentrio-nale anche avevano dovuto chiedere l'aiuto
dei tedeschi (in Libia si era avuto l'intervento dell'Afrikakorps
direttamente comandato dal generale Rommel). La nostra flotta, priva del
radar, non poteva competere con quella inglese che ormai era padrona del
Mediteraneo. In-vece di affrontare in modo adeguato i problemi relativi al
nostro settore Mussolini inviò una armata (l'Amir) in terra di Russia con
conseguenze disastrose data la mancanza di mezzi per una guerra di
movimento e di attrezzature per poter superare il gelido inverno russo.
Durante tutta la condotta della guerra si può affermare che mentre il
coraggio del soldato italiano e il suo spirito di sacrificio risultarono
certo non inferiori a quelli degli altri combattenti, fece chiaramente
spicco l'insipienza dei comandanti, l'impreparazione gene-rale, il
pressappochismo di una classe politica e militare che ineluttabilmente
avrebbe por-tato alla sconfitta. Se poniamo la fine del 1942 come l'inizio
del rovesciamento delle sorti della guerra lo facciamo perché con la fine
dell'anno vediamo su tutti i fronti una generale inversione di tendenza.
Abbiamo detto che con la fine dell'estate 1942 nel Pacifico inizia la
controffensiva americana, vediamo ora che in Africa settentrionale a
novembre si ha non solo la controffensiva inglese a El Alamein ma si ha lo
sbarco americano in Marocco e in Algeria quasi una prova generale di
quell'attacco alla fortezza tedesca nell'Europa conti-nentale, una prova
di quel secondo fronte richiesto dai russi per poter vedere diminuita la
pressione germanica contro di loro. Le truppe italo-tedesche di stanza in
territorio africano si arresero il 13 maggio 1943, ora gli anglo-americani
si preparavano ad attaccare diretta-mente l'Europa.
Una
grande vittoria russa: Stalingrado! Mentre questi fatti
accadevano nel bacino del Mediterraneo, il fronte russo segnava una se-rie
di successi sovietici tra cui decisamente il più importante, sia sul piano
militare che su quello politico, fu la vittoria di Stalingrado. L'armata
tedesca di von Paulus aveva rag-giunto la grande città sul Volga il 10
agosto 1942, dal novembre al febbraio resistette al-l'attacco russo ma il
2 febbraio i resti di quella che era stata la sesta armata tedesca
dovette-ro arrendersi ai russi. Da Stalingrado l'armata rossa sarebbe
giunta a Berlino nel 1945 sempre mantenendo l'iniziativa. Per quanto
interessa l'Italia il 1943 fu un anno di gravi av-venimenti: la perdita
dell'Africa nel maggio, lo sbarco in Sicilia il 10 luglio, il
bombarda-mento di Roma il 19 luglio, il voto del gran consiglio nella
notte tra il 24-25 luglio contro Mussolini, l'arresto di quest'ultimo a
Villa Savoia dopo un ultimo colloquio con il re, la nomina a capo del
governo del maresciallo Badoglio, la dichiarazione dell'armistizio dell'8
settembre, la fuga del re e dei generali da Pescara a Brindisi, il ritorno
sulla scena politica di Mussolini liberato il 12 settembre dai tedeschi,
l'inizio di tragici mesi di guerra civile e di enormi distruzioni causate
dalla guerra che eserciti stranieri combattevano sul nostro
ter-ritorio.
La guerra in Italia La figura del
re, del principe ereditario, di Badoglio e di tutta una casta politica e
militare ampiamente compromessa con il fascismo e che, nell'assoluta
incuria per centinaia di mi-gliaia di soldati italiani abbandonati sui
vari fronti di guerra e nei territori occupati, nel completo disinteresse
per la nazione e, solo con lo scopo di salvaguardare le proprie vite,
avevano gettato l'Italia nel caos, non escono bene da questa serie di
episodi. Ma in ultima analisi quella era stata la classe politico militare
che aveva portato al fascismo, che aveva condotto la nazione in guerra nel
massimo dell'impreparazione e che chiudeva in modo non degno la propria
parentesi storica. In Italia i tedeschi attuarono una prima linea di
resisten-za sulla cosiddetta linea Gustav (Garigliano, Cassino e Sangro) e
da questa linea gli Alleati non riuscirono a passare se non nel maggio
1944 raggiungendo Roma il 4 giugno. Si arrivò così ad una nuova linea di
resistenza tedesca che si stendeva lungo l'Appennino toscoemi-liano da
sopra Livorno per Bologna sino alle paludi di Comacchio. Qui si dovette
attendere l'aprile del 1945 per completare la liberazione d'Italia. Negli
anni tragici dell'occupazione nazista e del governo repubblicano fascista
di Salò, l'Italia seppe esprimere per mezzo della lotta partigiana il
senso della propria dignità e giustificare il diritto a quel riscatto
politico che le competeva. La resistenza, dopo l'armistizio si trasformò
in una lotta aperta contro l'esercito tedesco, passato alla posizione di
esercito occupante. Dopo le prime rivolte po-polari avvenute a Roma e a
Napoli, (le quattro giornate di Napoli), si costituirono in Pie-monte, nel
Veneto, in Emilia e in Liguria le prime organizzazioni partigiane. Dopo la
di-chiarazione di guerra alla Germania da parte dell'Italia (13 ottobre
1943) e il riconosci-mento della cobelligeranza italiana da parte degli
anglo-americani, il Comitato di libera-zione nazionale dell'alta Italia
assumeva la guida della lotta partigiana al nord contrappo-nendosi anche
sul piano legale allo pseudo governo fascista.
I
partigiani Nonostante le numerose difficoltà e i dissensi
politici sorti in senso al Comitato, le forze partigiane trovarono nelle
Marche e nella Toscana grandi centri di azione. Nel maggio del '44 le
formazioni partigiane settentrionali si organizzarono come esercito
regolare e costituirono il Comando del corpo volontario della libertà.
Nell'estate del '44 affrontarono alcune battaglie tra cui la più
importante fu quella di Monte Fiorino, mentre il tentativo di liberare
Siena e Firenze provocò le più feroci reazioni da parte dei tedeschi in
tutta la Toscana. Le lotte si spostarono nel nord oltre la cosiddetta
linea Gotica e qui i partigiani si affiancarono in modo determinante
all'esercito alleato. Si arrivò così al 25 aprile 1945 quando l'avanzata
alleata e l'insurrezione partigiana portarono alla completa liberazione
d'Italia e segnarono la fine di Mussolini fucilato a Giulino di Mezzegra
sul lago di Como il 28 aprile.
La Resistenza
italiana La Resistenza italiana nacque subito dopo l'8
settembre del 1943. Fu la spontanea, multi-forme reazione della grande
maggioranza del popolo italiano alla ventennale dittatura fas-cista,
all'alleanza con la Germania nazista e all'andamento disastroso della
guerra. Alla Re-sistenza partecipò una moltitudine, spinta dell'impeto
naturale di salvarsi dalla prigionia tedesca, ma anche da una fervida
aspirazione di liberazione, ed una minoranza che ebbe il coraggio di
prendere le armi e d'iniziare la guerriglia contro i loro alleati, i
fascisti della Repubblica di Salò. Il Movimento annoverò nelle sue file
migliaia d'italiani, uomini e donne, operai, contadini, professionisti e
sacerdoti. Questo esercito di anonimi si prodigò in mille modi, spesso a
rischio della propria vita, per dare aiuto, rifugio, cibo e vestiario ai
perseguitati e ai ricercati dai nazisti, ai gruppi di sabotatori che
agivano nelle città occu-pate, agli organizzatori del fronte sindacale che
operavano nelle fabbriche, ai partigiani che impegnarono, per venti mesi,
in una logorante guerriglia, 13 divisioni tedesche e
fasciste.
"GAP" e "SAP" La Resistenza italiana
nacque il giorno stesso in cui il governo Badoglio proclamò l'armi-stizio
fra l'Italia e le potenze alleate. Non ci furono tempi vuoti di mezzo; ed
è questo fatto che viene a confermare, in sede storica, l'esistenza per
tutto il ventennio, di una sorda ri-bellione alla dittatura fascista e
d'un mai sopito sentimento naturale alla libertà. Le bande armate
operarono in montagna ed in pianura. I Gap (Gruppi d'azione patriottica) e
le Sap (Squadre d'azione partigiana) agirono per lo più nei centri
abitati, grandi e piccoli, con at-tentati alle istituzioni del nemico e
con azioni di sabotaggio. Quindi Gap, Sap e bande di partigiani
costituirono l'esercito combattente della Resistenza. La maggioranza di
queste formazioni erano legate ai vari C.L.N. (Comitati di Liberazione
Nazionale), organi squisi-tamente politici; i dati relativi alle
organizzazioni politiche a cui facevano capo le forze di Resistenza
(Partito Comunista, Partito d'Azione, Partito Socialista, Democrazia
Cristiana ecc.) non sono certi, in quanto i dati forniti dalle loro
associazioni o dai partiti politici, non concordano con dati in possesso
del Ministero della Difesa, così anche il numero dei cadu-ti, dei feriti e
dei dispersi. Comunque un'analisi comparativa consente di affermare che i
combattenti della Resistenza Italiana furono circa
270.000.
13 divisioni bloccate L'esercito
tedesco, nonostante l'alta efficienza delle sue unità, la ferrea
disciplina e la pre-senza delle forze speciali, quali le «SS», accusò fin
dai primi mesi i colpi ricevuti dalle bande di partigiani. Infatti
importanti contingenti di truppa (13 divisioni) non poterono es-sere
utilizzate al fronte, dove combattevano le truppe regolari, perché
indispensabili all'in-terno per fronteggiare le formazioni partigiane che
minavano continuamente la sicurezza dei rifornimenti, ed i gruppi armati e
gli organizzatori clandestini della città, che ostacola-vano seriamente la
produzione bellica. I partigiani si erano procurati le armi prelevandole
dai depositi dell'esercito italiano. Ma si trattava di fucili e di poche
altre armi leggere che non potevano reggere il confronto con quelle dei
nazisti. C'era poi il problema delle muni-zioni. A queste deficienze
sopperirono in seguito gli Alleati, in particolare con le forniture di
armi, munizioni, denaro ed ufficiali di collegamento ai partigiani del
settentrione. Solo nel corso degli ultimi quattro mesi di guerra,
gennaio-aprile 1945, la Special Force orga-nizzò 865 lanci di materiale da
guerra ai partigiani del nord. Due terzi di tali lanci riusciro-no, cioè
551 per complessive 1200 tonnellate e precisamente 650 tonnellate di armi
e mu-nizioni, 300 tonnellate di esplosivo e 250 tonnellate di altri
materiali. Anche in riferimento a questi aiuti l'efficacia della
Resistenza armata fu maggiore nel nord d'Italia. In proposito si possono
distinguere due zone separate approssimativamente da una linea che va
dalla foce del Cecina, in Toscana, ad Ancona, nelle Marche. A nord,
includendo non solo l'Italia settentrionale, ma anche la valle dell'Arno e
parte delle Marche, la resistenza raggiunse quell'alto livello di
organizzazione e di efficienza che ne giustificò la definizione di «Stato
libero in territorio occupato». A sud della linea Cecina-Ancona, nelle
diciassette province, che all'epoca dell'occupazione tedesca gravitavano
intorno a Roma, la Resistenza più che un movimento organico fu la somma di
un gran numero di attività e d'iniziative popolari, quali ad esempio
l'insurrezione di Napoli ed i vari attentati contro i tedeschi e fascisti.
Per 19 mesi consecutivi le forze della Resistenza attaccarono il nemico
ovunque questi si tro-vava, creando zone libere in diverse province e
precedendo le armi degli Alleati nella libe-razione di città e centri
minori. Nell'aprile del 1945 il C.L.N.A.I. (Comitato di Liberazione
Nazionale Alta Italia) mobilitò l'intero schieramento della Resistenza in
appoggio all'ulti-ma grande offensiva alleata in Italia. Le forze tedesche
e fasciste in ripiegamento vennero impegnate dai partigiani, mentre le
grandi città del nord insorgevano ad una ad una. Agli aspri combattimenti
nell'ultimo tratto dell'Appennino ed in Liguria fecero eco le
insurre-zioni del 23-26 aprile a Genova, Torino e Milano; del 27 a Padova;
del 28 a Venezia; del 30 a Treviso, Belluno e Trieste; del primo maggio a
Udine e negli altri centri posti sulla via della ritirata
nemica.
Il contributo della Resistenza Per 19
mesi consecutivi le forze della Resistenza attaccarono il nemico ovunque
questi si trovava, creando zone libere in diverse province e precedendo le
armate degli Alleati nella Liberazione di città e centri minori. Il
contributo di sacrificio e di sangue della Resistenza italiana fu
elevatissimo: 45.000 partigiani caddero in combattimento, 23.000 furono
tortu-rati e trucidati dai nazisti e dai fascisti dopo essere stati
arrestati in campagna o nelle città; oltre 20.000 furono i feriti; 19.000
civili, uomini, donne e bambini vennero passati per le armi. Ed ancora
bisogna aggiungere gli 8.000 politici ed i 30.000 e più militari che non
fe-cero ritorno dai campi di prigionia della Germania. Le perdite umane
degli Alleati, nell'in-tera campagna d'Italia, furono inferiori a quelle
della Resistenza.
La Resistenza
europea L'ultimo conflitto mondiale fu caratterizzato dal
fenomeno della Resistenza. La macchina bellica tedesca che aveva
polverizzato l'esercito polacco e quello francese, quello belga, olandese,
danese, norvegese, jugoslavo e greco e che aveva respinto l'Armata Rossa
fino alle porte di Mosca, occupando quasi tutto il territorio della Russia
europea, fu tuttavia co-stretta, prima o poi, ad affrontare ovunque
importanti gruppi di resistenti armati, pronti ad una guerra fino
all'ultimo sangue. Alla Resistenza partecipò una moltitudine spinta
del-l'impeto naturale di salvarsi dalla prigionia e dalla tirannide
tedesca, ma anche da una fer-vida aspirazione alla libertà, ed una
minoranza che ebbe il coraggio di prendere le armi e di iniziare la
guerriglia contro i Tedeschi che occuparono la propria
nazione.
Movimento antinazista Questo
vastissimo movimento antinazista nacque dalla brutale politica instaurata
dagli oc-cupanti e, forse, dalla disperazione stessa. La coscienza,
l'organizzazione e la speranza della vittoria finale vennero in seguito.
Pertanto, inizialmente, i gruppi di partigiani europei non avevano alcun
collegamento, nemmeno nel proprio paese. Il primo centro propulsore dei
primi nuclei organizzati dalla resistenza europea fu Londra, ove il S.O.E.
(Secret Operations Executive) cercò di raccogliere e di potenziare
l'attività di quadri militari legit-timisti della Cecoslacchia, della
Polonia, dell'Olanda, del Belgio e della Francia, operando, però, in modo
da mantenerli rigorosamente entro i vecchi limiti dello spionaggio e del
sabotaggio, e mirando soprattutto a creare alle spalle del nemico una
schiera di esperti nella lotta clandestina, non prevedendo una più larga
partecipazione popolare. A fianco del S.O.E. e sotto il suo controllo, agì
il servizio informativo gollista, il B.C.R.A. (Bureau Central de
Renseignements et d'Actions).
Reazioni
popolari Un primo mutamento qualitativo nella struttura della
Resistenza si verificò in occasione dell'invasione della Grecia e della
Jugoslavia dove la reazione popolare fu vasta ed imme-diata ed il clima
generale diventò subito incandescente. Contemporaneamente, all'altro ca-po
dell'Europa, si sviluppò lo stesso fenomeno: in Olanda nacque il movimento
dei «Gueux» (i pezzenti) che trasse il nome dai fautori della feroce
rivolta dei Paesi Bassi sotto la dominazione spagnola, nel XVI secolo. In
Belgio, il Borgomastro di Bruxelles fornì uno dei primi e più clamorosi
esempi di disobbedienza civile agli ordini dei tedeschi. Costretto a
dimettersi egli fece affiggere un proclama pubblico in cui dichiarava: «Io
sono, io resto e resterò il solo Borgomastro legittimo di Bruxelles.
Calma, coraggio e fiducia. Restate uniti, la vostra unione farà la
forza».
I campi di sterminio Nell'Unione
Sovietica i primi sintomi di sviluppo della Resistenza coincisero con la
più radicale svolta del regime nazista. Al principio del 1941, infatti,
dopo il fallimento della battaglia di Londra, nella prospettiva di una
guerra che si sarebbe protratta oltre i limiti previsti, Hitler aveva
deciso di dare la soluzione finale « al problema ebraico », la
«Endlösung», cioè lo sterminio totale degli undici milioni di ebrei che
vivevano in Europa. Prima campi di sperimentazione furono la Polonia e
l'Unione Sovietica dove già si trova-vano i commandos speciali, gli
«Einsatzgruppen», con il compito di provvedere all'elimi-nazione degli
ebrei e dei comunisti, a man mano che la Wehrmacht occupava i territori. I
dati forniti da Reitlingher illustrano l'applicazione data all'ordine di
Hitler: 30.000 fucilati a Kiev, dagli 80 ai 120.000 a Riga e altre decine
di migliaia a Korno, a Minsk e Pinsk nella Russia Bianca, a Leopoli, a
Vinnitza, a Kharkov ed a Dniepropetrowsk in Ucraina; altri ancora a
Rostov. Complessivamente oltre un milione di ebrei e di comunisti vennero
fuci-lati o impiccati nei territori dell'Unione Sovietica. Evidentemente
quella politica di stermi-nio fu una leva potente che spinse decine di
migliaia di uomini e di donne sovietici, con le armi in pugno, nelle
grandi foreste e nelle immense pianure. Uomini e donne decisi a ven-dicare
le vittime innocenti ed a combattere fino all'ultimo il nemico. Anche il
governo del paese reagì alle prime notizie dello sterminio inserendo la
Resistenza nel quadro delle isti-tuzioni statali. Il 18 luglio 1941, dopo
i primi massacri della popolazione civile, il Comi-tato Centrale del
Partito Comunista Sovietico prese la decisione di organizzare la lotta
die-tro le file nemiche e ne diede il compito al Comando dell'esercito. La
decisione prevedeva la « creazione di una situazione insostenibile per
l'Armata tedesca mediante la disorganiz-zazione dei suoi collegamenti,
delle sue linee di comunicazione e degli stessi distaccamenti militari,
aiutando in ogni modo distaccamenti partigiani a cavallo o a
fanteria.».
Varsavia l'eroica In Polonia, a
Varsavia, in pochi giorni vennero eliminati 350.000 ebrei, dei 450.000
rinchiusi nel ghetto dai nazisti fin dal primo giorno dell'occupazione. Di
fronte a tali massacri anche in Polonia la Resistenza, rappresentata
inizialmente dall'organizzazione clandestina «Armia Krajowa» (Esercito
Nazionale), alla quale si aggiunse al principio del 1942 il movimento
partigiano di sinistra «Gwardia Ludowa» (Guardia Popolare), aumentò le
file dei combattenti. Non si trattava più di una scelta politica, ma della
scelta fondamentale fra la fede nell'umanità e nella negazione della
condizione umana. Il 20 ottobre 1941, a Kraguievac in Bosnia, i tedeschi
massacrarono tutta la popolazione maschile dai 16 ai 60 anni: 2.300
persone. In precedenza erano stati deportati in Germania 300.000 soldati
jugoslavi. La risposta dei popoli fu sempre la medesima: i movimenti
partigiani di Tito e del generale monarchico Mihailovic si rafforzarono e
la guerriglia venne intensificata. Così avvenne in Grecia, dove nel
settembre del 1941 venne costituito l'E.A.M. (Fronte Nazionale di
liberazione) in cui confluirono le organizzazioni politiche di sinistra e
di centro. In dicembre l'E.L.A.S. (l'Organizzazione Armata dell'E.A.M.)
operava contro i nazisti con una forza di 20-25.000 partigiani. La
Resistenza in Francia iniziò nell'estate del 1941 con i primi attentati
contro ufficiali nazisti e francesi collaborazionisti.
I
partigiani in Francia Nel 1942 entrarono in azione le prime
formazioni di «maquis». Il movimento si estese e le azioni di sabotaggio
si moltiplicarono con il moltiplicarsi delle rappresaglie dei tedeschi:
20.000 ebrei francesi vennero deportati dal territorio occupato dai
germanici, altri 15.000, rifugiatisi nella zona libera, seguirono la
stessa sorte, dopo che il governo di Vichy li ebbe consegnati ai tedeschi.
La medesima situazione si verificò in Cecoslovacchia. Alla sop-pressione
del governatore nazista Heydrich da parte di partigiani cechi,
l'occupatore rispose con il massacro di Lidice, dove 184 uomini e 7 donne
vennero fucilati sul posto. Tutta la popolazione fu deportata nei campi di
concentramento, compresi i bambini, e la cittadina venne bruciata e rasa
al suolo. Per rappresaglia vennero uccisi anche 1.800 ebrei di Praga e
1.800 detenuti politici. Ma le forze della Resistenza cecoslovacca non
disarmarono. In tutta Europa agirono circa un milione e mezzo di
combattenti della Resistenza; un altro milione condusse la guerriglia nei
territori dell'Unione Sovietica invasa. Sul piano militare il co-mando
tedesco fu costretto ad impiegare nei fronti interni ben più di due
milioni e mezzo di soldati, il che contribuì enormemente ad indebolire la
prima linea riducendo le possibilità d'attacco e di
difesa.
La fine della guerra Va detto che dal
'44 il fronte italiano era diventato del tutto secondario nella strategia
alleata dato che il 6 giugno gli anglo-americani avevano effettuato (con
una operazione aeronavale colossale) lo sbarco in Normandia aprendo così
quel secondo fronte che avrebbe segnato la fine della Germania nazista.
L'esercito germanico stretto tra i russi ad est e gli Alleati ad ovest
dovette abbandonare i territori occupati e si trovò a combattere in
Germania in un folle tentativo di vana resistenza. I russi e gli Alleati
si congiunsero in Austria, i russi arrivarono a Berlino il 23 aprile e qui
si concluse la resistenza tedesca che dopo il suicidio di Hitler (30
aprile) non poteva avere più senso. In Europa il conflitto era terminato;
in Asia e nel Pacifico la disfatta giapponese si stava chiaramente
delineando ma quello che decise il Giappone a chiedere la resa
incondizionata fu l'uso da parte americana prima su Hiroshima e poi su
Nagasaki, di due bombe nucleari, ordigni di distruzione e di morte che
venivano impiegati per la prima volta nella storia dell'umanità e che
posero termine al secondo conflitto mondiale. La data per la storia è il 2
settembre 1945.
Dalla guerra "calda" alla guerra
"fredda". La storia del dopoguerra, cioè di quel periodo che
inizia con la fine della II guerra mondiale sino ad oggi, è caratterizzata
da due fatti essenziali: primo la "guerra fredda" fra Occidente ed
Oriente, a cui fa seguito la distensione; secondo, la decolonizzazione,
cioè la fine degli imperi coloniali e il sorgere di nazioni indipendenti,
talune del tutto nuove. Il mondo si risvegliava dal terribile incubo della
seconda guerra mondiale che aveva causato circa 50 milioni di morti,
immense distruzioni, esaurimento e crollo economico di molti paesi
soprattutto europei. Il conflitto si era concluso in Europa praticamente
il 2 maggio 1945, con la caduta in mano sovietica di Berlino.
All'ammiraglio Doenitz, successore di Hitler, suicidandosi il 30 aprile,
non restò che firmare la resa incondizionata l'8 maggio 1945. Il Giappone,
che invece dimostrava ancora una forza notevole in soldati (2 milioni) e
in mezzi (9.000 aerei e una flotta potente), fu costretto alla resa da un
nuovo, sconosciuto, micidiale ordigno: la bomba atomica. La distruzione di
Hiroshima (6 agosto) e di Nagasaki (9 agosto 1945) costrinsero il mikado
(l'imperatore) ad accettare la resa incondizionata (2 settembre 1945). La
tremenda carneficina iniziata il 1° settembre 1939 era terminata.
Sintesi della seconda guerra mondiale
Antefatti 1938 11/3-Hitler annette l'Austria alla
Germania. 27/9-Ultimatum tedesco a Praga. 30/9-Accordo di Monaco tra
i capi di Governo francese, inglese, tedesco e italiano; Francia e
Inghilterra, nel vano tentativodi evitare un conflitto, autorizzano la
Germania a occupare i Sudeti. 2/11-Arbitrato di
Vienna. 22/12-Denuncia italiana degli accordi franco-italiani del
1935.
Antefatti 1939 15/3-Hitler occupa la
Cecoslovacchia. 19/3-Garanzia inglese ai Romeni. 22/3-La Lituania è
costretta a cedere Memel ai tedeschi. 31/3-Garanzia inglese alla
Polonia. 7/4-Occupazione italiana dell'Albania. 13/4-Garanzia
inglese alla Grecia. 28/4-Denuncia degli accordi navali anglo-tedesco e
tedesco-polacco da parte di Hitler. 22/5-Alleanza militare
italo-tedesca detta «Patto d'acciaio», che consolida definitivamente
l'Asse. Luglio-Missione militare franco-inglese a Mosca. 22/8-Patto
tedesco-sovietico. 1/9-Hitler invade la Polonia.
Primo anno di
guerra. 1939 Fronte polacco 1-8/9-Appoggiate all'aviazione che
bombardava ininterrottamente le forze polacche (comandate dal mare-sciallo
Rydz Smigly), le armate hitleriane (cinque) disposte in due gruppi,
settentrionale (della Prussia orientale) e meridionale (medio e alto Oder,
Sudeti), avanzano con estrema rapidità, nonostante i molti atti di
disperato eroismo dei Polacchi. 8/9-I tedeschi occupano i sobborghi
occidentali di Varsavia che il 14 viene circondata. 17/9-L'U.R.S.S.
inizia la campagna per l'occupazione della Polonia orientale e stabilisce
una linea di de-marcazione con i tedeschi. 27/9-Varsavia si arrende.
Russi e Tedeschi stabiliscono il limite delle rispettive zone, per cui 20
milioni di Polacchi passano sotto l'occupazione tedesca e 12 milioni sotto
quella russa. Fronte occidentale 9-30/9-Offensiva francese nella
Sarre. Azioni locali nel settore del Regno sopra le linee Maginot e
Sig-frido. Perdite britanniche assai alte in mare. Numerose e riuscite
imprese di sommergibili tedeschi. 13-14/10-Affondamento della corazzata
britannica «Roval Oak» a Scapa Flow, nei pressi delle Orcadi
me-ridionali. 30/11-Inizio della guerra russo-finlandese, che finisce
il 1/3/1940 (pace di Mosca: occupazione russa di Vijpuri e di altre
località).
Secondo anno di guerra.
1940 Norvegia 9-10/4-Occupazione tedesca della
Danimarca. 10/4-Battaglia aeronavale dello Skager-Rak, insenatura del
Mare del nord tra la danese a sud e la penisola scandinava a nord, tra
Tedeschi e Inglesi. 10/5-Gli Inglesi occupano l'Islanda. Inizio
dell'attacco alla Norvegia e vittoria tedesca a Narvik in
Nor-vegia. 2/6-Gli Anglo-Francesi lasciano la Norvegia che nel giugno è
occupata completamente dai tedeschi. 9/6-Cessazione delle ostilità in
Norvegia. Fronte franco-belga-olandese 10/5-Offensiva occidentale di
primavera; i Tedeschi attaccano i Paesi Bassi, il Lussemburgo e il
Belgio. 14/5-Sconfitta francese a Sedan. 15/5-Gli olandesi si
arrendono. 18/5-Occupazione di Bruxelles, Anvera, S. Quintino. I
Tedeschi iniziano l'invasione della Francia da N.O. Il generale Gamelin
viene sostituito dal generale Weygand nel comando delle truppe
francesi. 20/5-S'inizia la battaglia delle Fiandre, che porta i
tedeschi alla conquista di Tournai, di Boulogne-sur-Mer, di Calais, di
Lilla; la Maginot viene aggirata. 28/5-3/6-Ritirata inglese di
Dunkerque. 6/6-Rottura del fronte francese della Somme; le armate
germaniche (comandate qui da von Bock) avanzano per la valle dell'Oise,
occupano Rouen (9/6) e Reims. Da una breccia aperta nella linea di Maginot
i Tedeschi entrano in Francia da est. 14/6-Von Kuchler occupa Parigi.
Pétain chiede a Hitler di mettere fine onorevolmente alla guerra.
Occu-pazione di Metz, Strasburgo. 22/6-Armistizio franco-tedesco nella
foresta di Compiègne. Italia 10/6-L'Italia dichiara guerra alla
Francia e alla Gran Bretagna; le truppe italiane, al comando del Principe
di Piemonte, avanzano lungo le valli dell'Isere, dell'Arc, della Vesubia,
della Thiee e lungo la costa. 24/6-Armistizio italo-francese. Africa
Orientale 4/7-Occupazione italiana di Kassala nel Sudan. Combattimenti
anglo-italiani nel Kenia. 3/8-Inizio della conquista della Somalia
britannica. 19/8-Occupazione di Berbera, capitale della Somalia
britannica. Africa Settentrionale 15/9-Le truppe italiane
oltrepassano il confine egiziano. 17/9-Occupazione di Sidi
el-Barrani. Inizio di dicembre-Attacco britannico che costringe gli
Italiani ad arretrare. 12/12-Gli Inglesi riprendono Sidi
el-Barrani. Balcani 28/10-Attacco italiano alla Grecia, avendo Atene
respinto un ultimatum italiano. Combattimenti nella valle del Kalamas,
nell'Epiro, nella zona di Conia. L'eroica e forte resistenza greca
costringe gli Italiani a ripie-gare e a fermarsi su posizioni fortificate
(Battaglia di Giannina, del Pindo). 8/10-I Tedeschi occupano la
Romania. 9/12-I Greci occupano Argirocastro. Estremo
Oriente 23/9-Attacco giapponese contro l'Indocina. 28/9-Attacco
siamese contro l'Indocina.
Terzo anno di guerra. 1941 Africa
Orientale 19/1-Gli Italiani, fortemente premuti dagli Inglesi
abbandonano Kassala. Offensiva britannica contro la Somalia. Sgombero di
Mogadiscio (26/2), di Berbera (17/3), dell'Asmara (2/4). Combattimenti
intorno a Cheren, che è conquistata dagli Inglesi il 27/3. Successivo
abbandono di tutta l'Etiopia; Addis Abeba è pre-sa dagli Inglesi il 6/4;
localmente nuclei italiani resistono all'Amba Alagi, dove le truppe
italiane coman-date dal viceré di Etiopia, principe Amedeo di Savoia duca
d'Aosta, oppongono un'eroica resistenza rice-vendo alla resa l'onore delle
armi (18/5), Culquarber (21/9), Gondar (27/9). Africa
Settentrionale 10/1-Battaglia navale dello stretto di
Sicilia. 25/1-Caduta di Tobruk in mano degli Inglesi. 6/2-Caduta di
Bengasi. 21/3-Resa del presidio italiano di Giarabub, dopo 4 mesi di
resistenza. 26/2-Arrivano i rinforzi tedeschi (generale Rommel);
contrattacco italo-tedesco. 3/4-Riconquista di Bengasi e di Bardia
(12/4). Resistenza inglese a Tobruk. Azioni di pattuglie
aeree. 18/11-Ripresa dell'offensiva degli Inglesi. 24/12-Gli Inglesi
ad Agedabia nel golfo sirtico. Balcani 1/3-La Bulgaria aderisce al
Tripartito, permettendo alle truppe tedesche di penetrare in
Grecia. 28/3-Battaglia del Capo Matapan. 6/4-I Tedeschi invadono la
Grecia e la Jugoslavia. 8/4-Presa di Salonicco. 10/4-Occupazione di
Zagabria e proclamazione del regno di Croazia. 14/4-Occupazione tedesca
di Belgrado. Occupazione italiana di Lubiana, della Dalmazia e del
Montene-gro. Inizio della guerra partigiana. Violento attacco
italo-tedesco contro l'esercito greco, che viene disfatto. 30/4-I
Tedeschi ad Atene. 2/5-Occupazione di
Peloponneso. 20-21/5-Occupazione di Creta. 23/5-Battaglia
navale-aerea di Citera. U.R.S.S. 22/6-Hitler attacca l'U.R.S.S.;
Italia, Finlandia, Romania dichiarano anch'esse guerra all'U.R.S.S.,
quindi entrano in guerra Ungheria e Slovacchia. 24/6-I Finno-Tedeschi
raggiungono Brest-Litovsk. 15/7-7/8-Battaglia della «linea Stalin», che
viene superata ad Ostrov. 16/7-Occupazione di Smolensk. S'inizia
l'assedio di Leningrado. 19/9-Occupazione di Kiev. 15/10-Occupazione
di Odessa. Assedio di Sebastopoli. 16/11-5/12-Battaglia per Mosca,
perduta dai Tedeschi. 22-29/11-I Tedeschi perdono e riprendono
Rostov. 20/12-I Russi prendono Kalinin e Kaluga. Vicino e Medio
Oriente 8/6-Occupazione britannica della Siria (con la collaborazione
dei Francesi di de Gaulle) e dell'Irak. 25/8-Occupazione
russo-britannica dell'Iran. Gli Alleati si assicurano così il possesso dei
pozzi petroliferi persiani. Estremo Oriente 28/1-Fine delle ostilità
franco-siamesi. 7/12-Scoppio della guerra tra il Giappone e U.S.A.
Attacco aeronavale giapponese di Pearl-Harbour. I Giapponesi in Malesia e
nel Borneo. 19/12-Sbarco Giapponese ad Hong Kong, che capitolail
25/12. 22/12-Sbarco giapponese nelle Filippine.
Quarto anno di
guerra. 1942 Africa Settentrionale e
Mediterraneo 22-29/1-Contrattacco italo-germanico nell'Africa
settentrionale. Bengasi rioccupata. Pausa dell'offensiva fino al
27/5. 21/6-Rioccupazione di Tubruk. Penetrazione in
Egitto. 13-16/6-Battaglia aeronavale di Pantelleria. Gli Italo-Tedeschi
arrivano ad Alamein, dove si fermano per la resistenza delle linee
difensive britanniche. 23/10-Offensiva inglese in Egitto
(Montgomery). 3/11-Disfatta tedesca. Inizio ripiegamento
italo-tedesco. 8/11-Sbarchi britannici e americani in Marocco e in
Algeria. 14/11-Occupazione italo-tedesca di Biserta e di
Tunisi. U.R.S.S. 12/5-Inizio dell'offensiva sovietica nella regione
di Kharkov. Controffensiva tedesca di primavera contro Sebastopoli e su
Voronez. 1/7-Conquista di Sebastopoli (dopo 25 giorni di
lotta). 4/9-Inizio della battaglia del Caucaso e di Stalingrado.
Occupazione dei bacini industriali del Donez, basso Don, del Caucaso
occidentale. I Tedeschi raggiungono il Volga. Inizio dell'offensiva
sovietica del Nord, regione precaucasica, nell'ansa del Don; i Sovietici
liberano Orgionikije (17/11) e sbloccano Leningrado (dicembre). Estremo
Oriente 2/1-I Giapponesi occupano Manila, Singapore (15/12),
raggiungono il confine birmano. Occupazione delle isole della Sonda;
armistizio tra Giapponesi e Olandesi. Caduta di Rangoon (8/3). 18/4-Gli
americani bombardano Tokyo. Inizio della conquista delle isole oceaniche
(dalla Nuova Guinea alle Salomone). 1/5-I Giapponesi tagliano la strada
della Birmania. Corregidor, fortezza statunitense delle Filippine, si
ar-rende il 7/5. 7-9/5-Battaglia del Mar dei Coralli. Grande battaglia
navale delle Isole Salomone, fra Americani e Giap-ponesi (11/5).
Occupazione giapponese delle Aleutine, Figi, Nuove Ebridi
(estate). 7-10/8-Seconda battaglia delle Salomone. Sbarco inglese nel
Madagascar, nelle Galapagos. Europa Occidentale 11/11-I Tedeschi
occupano la «zona libera» francese. 27/11-Entrano in Tolone;
autoaffondamento della flotta francese. Quinto anno di guerra.
1943 Africa Settentrionale e Mediterraneo 23/1-Evacuazione di
Tripoli. Continuazione della ritirata italo-tedesca fino in Tunisia
ecostituzione di una linea difensiva al Mareth. Rinnovo dell'offensiva
alleata in tutti i settori (marzo). 16-29/3-Ritirata degli
Italo-Tedeschi a Nord. 12-13/5-Resa di tutte le forze Italo-Tedesche in
Africa. Italia Violente offensive aeree sulle città
italiane. 11-12/6-Occupazione di Pantelleria e di
Lampedusa. 9-10/7-Inizio dell'attacco alleato alla Sicilia e sbarco tra
Licata ed Augusta. Occupazione di Siracusa. 13/7-Arrivo degli Alleati
alla piana di Catania. Cadono successivamente le città di Agrigento
(17/7), Cal-tanissetta ed Enna (20/7), Palermo (23/7), Catania (6/8),
Messina (16/8). In Sicilia si instaura l'A.M.G.O.T. (governmilitare
alleato). 25/7-Caduta del fascismo. 2/9-Sbarco in
Calabria. 8/9-Viene annunciato l'armistizio italiano, concluso il
3/9. 9/9-Sbarco alleato a Salerno. 2/10-Dopo una dura lotta con i
Germanici, gli Alleati raggiungono Napoli già liberata dai cittadini
insorti (le 4 giornate di Napoli). 15/10-Occupazione di
Foggia. 20/11-Occupazione di Ortona. I Germanici sgombrano Sardegna e
Corsica, occupano il Dodecanneso. 13/10-Dichiarazione di guerra
dell'Italia alla Germania. U.R.S.S. 2/1-Capitolazione dei Tedeschi a
Stalingrado e Voronez. L'offensiva sovietica procede su tutti i settori
del fronte, liberando successivamente quasi tutte le zone occupate dai
Tedeschi. 2-28/2-Liberazione del Caucaso. 5-19/7-Offensiva tedesca
su Kursk. 5/8-I Sovietici riprendono Orel. 5/9-I Sovietici
riprendono Stalino, liberano il bacino del Donez. I Russi riprendono
Briansk (14/9), Smolensk (25/9), Dnepropetrovsk (25/10), Kiev
(6/11). Estremo Oriente Formazione degli Stati Uniti satelliti del
Giappone in Asia (Birmaniaq, Muan-tai, Governo satellite cinese di Uang
Cing Uei). Battaglie contro Cian-Kai-scek. Offensiva americana nel
Pacifico. Evacuazione giap-ponese di Guadalcanal (febbraio). Indipendenza
delle Filippine (21/10). Battaglia di Bouganville, la mag-giore delle
isole Salomone (novembre). Europa Intensa attività dei partigiani.
Tutta la Francia e la Danimarca (22/2 e 3/9) passano sotto il controllo
mili-tare germanico. Conferenze alleate a Casablanca (18-27/1), Quebec
(11-24/4), Tabriz (28/11-3/12).
Sesto anno di guerra.
1944 Italia 20/1-Sbarco alleato di Anzio. Battaglia di
Cassino. 4/6-Occupazione di Roma. Continua la ritirata tedesca: i
Tedeschi si fermano alla linea gotica. 22/8-Presa di Firenze. Battaglia
di Romagna. 5/12-Presa di Ravenna. Attività partigiana nell'Italia del
nord. Europa Orientale e Balcanica Febb./Marz-I Sovietici liberano
il bacino del Don. Marz/April-I Sovietici in Galizia, Bucovina,
Bessarabia. 19/3-I Tedeschi occupano l'Ungheria. Apr./Mag-I Tedeschi
lasciano la Crimea. Giu.-I Sovietici in Carelia, Lituania, a Bialistok,
Lublino, Leopoli. Lug.-I Sovietici avanzano in Polonia. 31/8-I Russi
a Bucarest. 6/9-I Russi entrano in Bulgaria. Armistizio russo-romeno
(13/9). I Russi entrano a Sofia. Alleanza russo-bulgara
(26/9). 13/10-Liberazione di Atene. 21/10-I Russi a
Belgrado. 26/12-I Russi alla periferia di Budapest. Guerra partigiana
jugoslava (Tito). Europa Occidentale 6/6-Inizio delle operazioni di
sbarco anglo-americane in Francia. Conquista della penisola di Cotentin,
della Normandia settentrionale. 12/6-I Tedeschi iniziano l'uso delle
bombe volanti per colpire l'Inghilterra. 15/8-Sbarco alleato in
Provenza. Liberazione di Marsiglia e Grenoble (23/8). 25/8-Liberazione
di Parigi. 13/9-Le armate del nord e del sud in Francia si
congiungono. 19-28/9-L'offensiva inglese si arresta. 17/12-Offensiva
tedesca nel Lussemburgo. 28/12-L'offensiva tedesca cessa senza
successo. Estremo Oriente Combattimenti in Birmania; controffensiva
britannica. Offensiva giapponese nella Cina centrale. I Giap-ponesi
perdono una dopol'altra le isole del Pacifico, precedentemente
conquistate: battaglia delle Marianne, di Guam, di Formosa, delle
Filippine.
Settimo anno di guerra. 1945 Italia Le armate
alleate (al comando del generale Clark) si sono arrestate sul Serchio,
contro la nuova linea gotica tra il Mar Ligure e l'Adriatico del nord, al
di là della quale si apre la Pianura Padana. Le forze alleate rimangono
tuttavia ferme fino al mese di febbraio. Reparti di patrioti italiani
conquistano Rocca Cor-neta e località delle Valli di
Comacchio. 23/2-L'attività dei reparti regolari italiani nell'Italia
centrale e dei partigiani (numerosi, al comando del gen-erale Cadorna)
nell'Italia centrale e settentrionale, occupata dai tedeschi e vessata dal
Governo fantoccio di Mussolini (Repubblica di Salò), è molto viva ed
entusiastica. In primavera il fronte si muove. 11/4-Sbarco alleato
nelle Valli di Comacchio e avanzata lungo la via Emilia. 21/4-I
partigiani liberano Bologna; continua l'avanzata alleata verso Cremona,
Verona, Padova, Venezia. 24/4-Viene conquistata La Spezia e i
partigiani liberano Genova. L'azione dei partigiani è particolarmente
rivolta alla difesa degli impianti industriali e delle centrali
elettriche. 25/4-Fascisti (con Mussolini) e Tedeschi fuggono da Milano
liberata dai partigiani. Mussolini viene cattu-rato e giustiziato, dietro
sentenza del Comitato di Liberazione Nazionale (28/4). 29/4-I Tedeschi
firmano la resa senza condizioni a Caserta. Gli Alleati in
Austria. Fronte Occidentale Germania 1/1-Offensiva tedesca in
Lorena. 6/1-Gli Alleati lasciano Wissemburg. 20/1-Sconfitta tedesca
nelle Ardenne. Ripresa dell'avanzata alleata. 4/3-Gli Alleati
raggiungono il Reno. 7/3-23/3-Presa di Colonia, di Magonza e
Landau. 26/3-Presa di Francoforte. 31/3-I Tedeschi accerchiati nella
Ruhr. 8/4-Accerchiamento dei Tedeschi in Olanda. Una dopo l'altra
cadono le grandi città industriali della
Ger-mania. 10/4-Hannover, 13/4-Erfurt,
Jena, 18/4-Dresda. 16/4-Raggiunto il confine
cecoslovacco. 25/4-Russi e Americani si congiungono. Danubio e
Carpazi Obiettivi dell'esercito sovietico in questo fronte sono i paesi
balcanici a sud e la regione boema a nord: i Tedeschi premuti dai
partigiani titoisti e dell'Armata rossa risalgono verso nord. I Sovietici
occupano l'Un-gheria (15/2: caduta di Budapest). 31/3-Occupazione di
Graz, 4/4-di Bratislava. 6/4-Inizio della battaglia di Vienna;
oltrepassata Vienna, i Sovietici si dirigono verso la Boemia,
occupan-dola. Fronte Orientale Tedesco Spezzato il fronte tedesco
fra Cracovia e Kielce, i Sovietici avanzano in Polonia e
Masuria. 17/1-Occupazione di Varsavia, 19/1-di Cracovia; alla fine
di gennaio entrano in Slesia; a nord entrano nella Prussia
orientale. Inizio febb.-Berlino è isolata a est e a nord. Sempre in
febbraio i Sovietici entrano nel Brandeburgo. Fine Mar.-Occupazione di
Danzica. 10/4-Konigsberg si arrende dopo un lungo assedio. 23/4-Cade
Francoforte sull'Oder. S'iniziano i combattimenti nei sobborghi di
Berlino. 2/5-I Russi a Berlino. Gli Anglosassoni si congiungono con i
sovietici a Berlino. Capitolazione della Ger-mania: data ufficiale della
vittoria il 10/5. Asia 9/1-Sbarco americano a Luzon
(Filippine). 14/1-Gli Alleati occupano Akyab (Birmania). 11/5-Le
forze nipponiche in India si ritirano in Cina. L'ammiraglio Nimitz
comandante delle forze aerona-vali del fronte asiatico. Bombardamento del
territorio metropolitano giapponese. 6/8-Bombardamento atomico di
Hiroshima, con spaventose distruzioni. 23/8-Fine delle ostilità
nippo-sovietiche in Manciuria. 2/9-Resa incondizionata del Giappone,
fine della seconda guerra mondiale. Con la fine della guerra in Asia si
pone fine al conflitto ma si apre anche un nuovo periodo storico. Da
quella prima bomba caduta su Hiroshima e dalla seconda lanciata a Nagasaki
inizia l'era atomica; un'era che è caratterizzata da uno strano
equilibrio: quello del terrore.
di Orlin Velinov |