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Alcuni ricercatori americani hanno realizzato
un rivelatore di agenti nervini usando nanotubi di
carbonio a parete singola. Eric Snow e colleghi del Naval
Research Laboratory (NRL) di Washington affermano
che il loro dispositivo è semplice da fabbricare,
estremamente sensibile e intrinsecamente selettivo verso
gas specifici. Il sensore, descritto in un articolo pubblicato sulla rivista "Applied
Physics Letters", potrebbe essere usato in
applicazioni industriali e militari. I nanotubi di
carbonio sono costituiti da strati di grafite
arrotolati, con un diametro di pochi nanometri, dotati
di elevata forza meccanica e interessanti proprietà
elettroniche. Recentemente gli scienziati hanno scoperto
che i nanotubi semiconduttori a parete singola
presentano un grande cambiamento di resistenza elettrica
se esposti a determinati gas. Questa proprietà può
essere sfruttata nella costruzione di sensori
chimici. Snow e colleghi hanno fatto crescere una
rete di nanotubi interconnessi e li hanno strutturati in
una griglia di elettrodi usando litografia ottica e
altre tecniche di lavorazione. Il team ha realizzato il
rivelatore ricoprendo la superficie interna di un tubo
di quarzo, lungo circa 50 mm e con un diametro di 3 mm,
con il materiale sensore formato dai nanotubi. Per
sperimentare il dispositivo, Snow e collaboratori hanno
esposto i tubi al DMMP, un agente chimico simile al gas
nervino Sarin, ad ammoniaca, a vapor acqueo e a diversi
idrocarburi. Gli scienziati hanno osservato un forte
aumento della resistenza del sensore quando assorbiva il
DMMP, ma poco o nessun cambiamento quando era esposto al
vapor acqueo o agli idrocarburi. Secondo i ricercatori,
l'effetto è dovuto al fatto che le sostanze chimiche
come il DMMP sono forti donori di elettroni e pertanto
riducono la densità delle lacune nei nanotubi
semiconduttori.
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