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Poeti, letterati, pittori, in generale un'epoca incantata dalla Fatina Verde, l'assenzio. Una bevanda divenuta leggendaria soprattutto, anzi quasi esclusivamente, per il fascino che esercitava su una generazione di artisti alla ricerca di un indicibile, che forse sembrava piu' vicino nelle brumose serate ai Caffe' in compagnia della Fatina Verde.
 
Arthur Rimbaud
Paul-Verlaine
ToulouseLautrec.free.fr
Expo-Degas.com
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23/09/2005
Alessandra Montelli
ale@buongiorno.com
KnitPro o come farsi un maglione col web

KnitPro
La Pantera Rosa
E' scoccata l'ora verde
Le caricature di Sebastian Kruger

KNITPRO O COME FARSI UN MAGLIONE COL WEB
Che il web potesse servire a lavorare a maglia era un po' difficile da aspettarselo. Eppure, maglioni, sciarpe, scaldamuscoli, "porta-ipod" in lana e quant'altro possono essere creati con un'applicazione web di nome KnitPro. Soprattutto se si ha un debole per le maglie a fantasie. Il meccanismo è semplice, basta avere a portata di mano una qualsiasi immagine, che si vorrebbe veder riprodotta su un proprio indumento. KnitPro trasforma l'immagine gif in questione in un cartamodello, che riporta lo schema da utilizzare per poter lavorare a maglia. Il risultato dell'operazione di KnitPro rimanda insomma a quegli schemini in carta o stoffa, che le nostre mamme (o nonne, zie, ecc) compravano fino a qualche anno fa in merceria per ricamare i vari disegni su sciarpe e maglioni. Da oggi i disegni e le fantasie del nostro abbigliamento ce le scegliamo noi! Con l'aiuto del web.

LA PANTERA ROSA TORNA A RUGGIRE
Un nome, una leggenda. La Pantera Rosa è uno dei punti fermi della commedia cinematografica, che vede riunito (col pretesto della caccia all'omonimo, fantasmagorico diamante) un cast davvero stellare. David Niven, Capucine, una seducente Claudia Cardinale, un nugolo di esilaranti caratteristi e soprattutto la faccia e l'umorismo stralunato di Peter Sellers, il cui nome alcuni mesi fa è stato apposto sull'Avenue of the Star a Londra. A dispetto di pellicole anche superiori per qualità (due su tutte, Il Dottor Stranamore e Hollywood Party) nell'immaginario collettivo il compianto attore britannico è ancora oggi quasi sempre identificato col personaggio del catastrofico ispettore Clouseau e col nome stesso della Pantera Rosa, sotto il cui fortunato brand sono stati prodotti numerosi sequel, alcuni di buon livello altri decisamente mediocri, come quello che nel 1993 ebbe protagonista un Roberto Benigni francamente impacciato nel ruolo del flic. L'appeal dei personaggi immaginati 40 anni fa da Blake Edwards e Maurice Richlin ed il revival della commedia giallo rosa hanno portato la MGM a scommettere ancora una volta su questo soggetto: la Pantera Rosa tornerà presto a graffiare sugli schermi grazie alla coppia Steve Martin-Jean Reno.

E' SCOCCATA L'ORA VERDE
Bevanda mito della Parigi fin de siècle, amata da Rimbaud, Verlaine, Toulouse-Lautrec e prima ancora dai soldati delle campagne d'Algeria (pare infatti fosse efficace contro malaria e dissenteria) la "Fatina Verde" - così era chiamato l'assenzio, ricavato dalla pianta dell'artemisia absinthium - sta tornando di moda. Come quando, a fine '800, tra le 5 e le 7 della sera, i boulevard di Paris si riempivano di gente: l'ora verde la chiamavano. Si consumava seguendo un rituale particolare, ben ricostruito nel film con Johnny Depp "La vera storia di Jack lo Squartatore". Poi vennero le polemiche, le proteste delle varie leghe della moralità, che vedevano nell'assenzio la causa dei mali della società (violenza, criminalità, bassa natalità e diffusione di malattie); così in Svizzera prima (1910) e in Francia poi (1915) venne bandito. Ora è di nuovo legale produrlo, mentre di berlo non si è mai smesso. Informazioni parziali le nostre, che però potrete approfondire nel bellissimo sito francese L'Heure Verte, tutto dedicato alla "passione dell'assenzio". Profilo storico, schede valutative sui diversi tipi di prodotto e un'utile guida all'acquisto e alla conservazione. In più sezioni dedicate a libri e poemi dedicati alla "Fatina Verde", manifesti a tema della Belle Époque e indirizzi di bistrò parigini dove poter tornare indietro nel tempo.

LE CARICATURE DI SEBASTIAN KRUGER
Sebastian Kruger e' in primis un artista e questo e' un dato di fatto; a dirlo sono innanzitutto i suoi lavori che, oltre ad essere particolarmente apprezzati nell'ambiente hollywoodiano sono anche apparsi su diverse pubblicazioni in Usa (Playboy, USA Today, Penthouse...) Germania (Der Spiegel), suo paese di origine, e persino in Italia (L'Espresso). Ma appena si osservano un po' piu' attentamente i suoi disegni ci si rende conto che c'e' qualcosa in piu', e' come se Kruger riuscisse a leggere nell'intimo di colui/ei cui sta facendo la caricatura. In effetti, la sua arte, va al di la' della tipicita' caricaturale, non si tratta semplicemente di un'esagerazione grottesca di certi tratti. A volte sembra che l'artista riesca a cogliere l'essenziale dell'anima piuttosto che del viso. E cosi' nascono volti che non sempre ispirano simpatia. A volte hanno un che di mostruoso, di mostruoso perche' troppo intimo. Cosi' ci troviamo di fronte ad un Elvis dallo sguardo magnetico e sfuggente allo stesso tempo, un Elvis quasi 'corrotto', oppure ad un Kinski meno folle di quanto ci si aspetti e ad un Messner che sembra l'incarnazione di uno yeti, un essere che, pur nella sua immensa serenita', sembra aver smarrito un po' della sua umanita' sulle rocce che ha scalato. La caricatura di Bono ha un che di ipocrita, dovuto forse ad un sorriso 'strano', quasi forzato, e poi ci sono i toccanti ritratti - perche' in questo caso e' difficile parlare di caricatura - di Bob Dylan, una tenue macchia di colore, e di Chet Baker, straziante, con meta' del volto quasi cancellata da una vita tragica e l'altra meta' scavata da rughe profonde. Insomma, guardatevi le caricature di Kruger ma non accontentavi di una 'prima lettura'!
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