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| Segnalaci esempi di sprechi di
denaro pubblico nella tua regione, provincia o
comune. Non inviare denunce o attacchi personali.
Ogni segnalazione sarà valutata dagli esperti di
Forza Italia. |
| Spegnere i lampioni o
fermare gli spreconi? |
| Dopo la presentazione della
legge finanziaria per il 2006, la sinistra ha
iniziato la solita serie di lamenti sui tagli
imposti agli enti locali e la conseguente
riduzione di servizi per i cittadini. Eppure le
giunte giudate dall'Unione si segnalano per
sprechi e spese inutili (consulenze superflue,
auto blu, feste e concerte gratuiti ma in realtà
pagati dalla comunità, viaggi e sedi all'estero,
ecc.) che sono il vero bersaglio della nostra
finanziaria. Aiutaci a fermare gli spreconi.
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| Perché il governo non
penalizza i Comuni |
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Gli amministratori di sinistra protestano
contro la finanziaria. che prevede una riduzione
dei trasferimenti dello Stato ai comuni pari al 7%
in due anni (6,7% nel 2006 e 0,3% nel 2007). Hanno
ragione?
No, perché i dati relativi alla spesa suddivisa
da parte delle amministrazioni comunali dimostra
che ci sono molti sprechi.
Infatti, quasi un terzo delle spese dei Comuni
italiani è rappresentato dalle spese generali,
cioè da tutte quelle spese che non sono dirette a
erogare uno specifico servizio, ma mantengono in
vita l'organizzazione. In media, in
un'organizzazione efficiente, queste non
dovrebbero superare il 20%-25%. C'è quindi un
margine di recupero solo qui di oltre il 7%.
Inoltre si evince che la spesa per servizi
sociali è intorno ad appena il 10%, mentre la
cultura, il turismo, lo sport e lo spettacolo,
capitoli nei quali confluiscono tutte le spese per
attività ricreative, assommano a ben il 7%.
Considerando poi che questi dati sono relativi
agli 8.000 comuni italiani, è evidente che i
grandi comuni presenteranno una maggiore incidenza
percentuale delle attività di divertimento.
Dunque i Comuni potrebbero, anzi dovrebbero,
risparmiare alcuni miliardi di euro sia sulle
spese generali che su quelle ricreative. E forse
l'economia italiana non avrebbe sofferto il peso
delle troppe tasse. |
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| La nostra
Finanziaria |
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La Finanziaria va ad incidere soprattutto sugli
sprechi di Regioni, Province e Comuni, e mette in
difficoltà Governatori e sindaci, in gran parte di
estrazione unionista, che vedono restringere
drasticamente lo spazio vitale costituito dalle
clientele, strumento essenziale del mantenimento
del potere.
La manovra del governo va incontro alla
pressante richiesta che arriva dal basso: quella
di far pagare i sacrifici anche ai politici e alla
nomenklatura di contorno che da sempre prospera
saccheggiando la spesa pubblica. E' un'inversione
di tendenza popolarissima e difficilmente
contestabile. Anche perché il taglio dei
trasferimenti agli enti locali non incide sulla
spesa sociale, ma obbliga gli amministratori a un
soprassalto di responsabilità dopo che per anni
hanno vissuto molto al di sopra degli standard
consentiti dalla congiuntura in atto.
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| Sono finiti i tempi delle
"notti bianche" |
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Sì, i tempi delle notti bianche, dei concerti e
soprattutto delle migliaia di consulenze elargite
a piene mani da Bassolino e soci sovrapponendo il
lavoro dei beneficiati a quello degli apparati
pubblici già elefantiaci, con questa Finanziaria
sono finiti.
Se poi Governatori e sindaci preferiranno
tagliare la spesa sociale per mantenere i
privilegi degli amici degli amici, allora dovranno
assumersene interamente la responsabilità. Basta
dare uno sguardo alla Finanziaria, infatti, per
poter smentire il catastrofismo dei sindaci e dare
ragione a Tremonti. All'articolo 21 del testo si
legge che le spese correnti degli enti locali
vengono tagliate del 6,7% rispetto al bilancio del
2004 "con esclusione di quelle sociali". E poco
dopo si specifica che la Finanziaria dispone un
taglio netto del 50% alle consulenze esterne, alle
relazioni pubbliche. |
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