Il pessimo volto di Casagiove

 

Ciò che asseriscono di aver realizzato in questi cinque anni (e meno male che ogni tanto ci sono le elezioni)

Partiamo da quello che non hanno fatto:

Ricerca di una seria ipotesi di utilizzo per il Quartiere Militare Borbonico

Uno sbocco per la zona Ponteselice

Uno sbocco adeguato alla variante ANAS

La realizzazione dell’allargamento del cimitero comunale

Il recupero del cimitero comunale

La ripresa dell’attività produttiva attraverso i Piani di Insediamento produttivo e conferenze di sevizio con operatori economici seri che dessero luogo a interventi seri e concreti e non a tonnellate di comunicati e a montagne di speranze disattese

La conclusione dell’iter della variante che il caro Melone avrebbe dovuto ottenere in un batter di ciglia visto che la provincia era governata dal suo amico Ventre

Recupero del parco dell’abetaia

Riduzione delle bollette idrica (attraverso la riduzione degli sprechi e degli enormi costi di gestione) e di quella della spazzatura (attraverso un serio servizio di raccolta differenziata)

Un arredo urbano che non si limitasse a due panchine in mezzo al traffico e allo smog e ad un palo della luce che ha bloccato piazza della Vittoria

Controllo del territorio (due telecamerine pomposamente definite videosorveglianza non possono sostituire la presenza delle forze dell’ordine sul territorio)

Sviluppo delle potenzialità culturali della città (cosa ben diversa da Miss Muretto e due commediole)

 

Le case dei cittadini casagiovesi sono invase in questi giorni da uno sciupio di stampa meloniana che, oltre a costituire un serio assalto all’equilibrio ecologico del mondo intero per lo spreco immane di carta, costituisce anche una offesa al buon senso. Si parla di una lista nata dall’aggregazione di cittadini di buona volontà mentre appare ovvio che si tratta di una lista di ragazzini, per la gran parte digiuni di politica, da cui è stata esclusa, fatte pochissimi eccezioni, esperienza, competenza, indipendenza di pensiero. Il Melone si è voluto evidentemente costruire un giocattolino a suo uso e consumo per evitare che il suo ego smisurato possa sentirsi in pericolo a causa del possibile dissenso che può nascere dall’intelligenza, dall’esperienza, dalla preparazione.

Si tenta di far credere che la formula della lista civica sia nata dalla volontà di aggregare, per il bene della città al di là degli schieramenti di partito, ma è evidente come la vera motivazione stia nel fatto, che, mentre in provincia comandava Ventre, il buon Melone era un forzista di ferro, ma dopo la sconfitta di Cosentino, si sia precipitato rinnegare i valori azzurri più velocemente di quanto impiegò san Pietro per rinnegare Nostro Signore.

 

 

 

 

 

Con decreto del Presidente Carlo Azelio Ciampi Casagiove diventa città

Con abissale, cosmica, incredibile inverecondia il Melone osa affermare che l’atto di Ciampi costituisca un riconoscimento al suo operato amministrativo, giungendo a parlare, in un vero e proprio big bang del suo ego già smisurato di sigillo storico apposto alla nuova immagine che egli avrebbe dato a Casagiove. Indubbiamente un’apoteosi di lirismo, propaganda, autocelebrazione e culto della personalità, revisionismo storico che non ha mai trovato e non troverà mai più eguali nella storia dell’umanità. Basterebbe una semplice considerazione temporale a disvelare tutta la tragicomica assurdità delle affermazioni del Melone. Infatti la proposta di richiedere il titolo di città fu avanzata all’inizio del 2002 dall’assessore Di Pippo, il quale, peraltro, balzò agli onori della cronaca soltanto in quella occasione, sparendo poi nel vortice di un buco nero. Si trattava dunque di una iniziativa nata a pochi mesi dalla elezione del Melone. Quindi è un titolo che non poteva avere alcuna attinenza con la sua attività. In realtà il titolo di città è ormai una questione di mera araldica e non si nega neanche ai villaggi della Papuasia.

 

 

 

 

 

 

Rinasce il Quartiere Militare Borbonico?

Nel depliant che è giunto nelle case dei cittadini si legge che grazie all’impegno dell’attuale amministrazione si è giunti al recupero di tale struttura. Si dimentica di affermare che Casagiove ha potuto attrarre sostanziosi finanziamenti grazie al progetto che portò la precedente amministrazione Vozza alla conquista del premio Centocittà della Compagnia di San Paolo. Infatti, il disegno che troneggia in quella che ormai è la Bibbia della disinformazione appartiene alle tavole di quel progetto. Chi si vuol togliere una curiosità, ed andare oltre le veline di regime può consultare il sito della compagnia di San Paolo al seguente indirizzo http://www.compagnia.torino.it/centocitta/finaliste2000/casagiove.htm

Vantarsi di aver ottenuto dei finanziamenti da parte di un’amministrazione sarebbe come vantarsi di saper risuolare le scarpe da parte di un ciabattino, saper sommare due numeri da parte di un matematico, sapere scrivere i pensierini dei Perugina da parte di un premio Nobel della Letteratura… insomma ci sarebbe mancato che, con un progetto completo, Melone non fosse stato neanche in grado di accedere a fondi strutturali europei. Tra poco li prendono pure in Romania! Quello che rende degno di questo nome un amministratore che si voglia candidare alla gestione di una città e non di un condominio è la capacità di progettare, di individuare le linee di sviluppo del futuro. E’ invece, di fronte ad un patrimonio così importante cosa leggiamo nel programma di Melone? L’istituzione di un museo civico? Un museo di che? Cosa ci mettiamo dentro? Quali veneri di Milo attrarranno frotte di turisti in quel di Casagiove?

In un altro dei circa trecento miliardi di comunicati stampa emessi in questi anni, Melone si lancia in altri inconcludenti voli pindarici fatti di aria fritta. Vi si leggono concetti vacui per eccessiva genericità come l’individuazione della struttura come il luogo “delle relazioni, della storia, della cultura”. Cosa significa? Ci volete mettere un’agenzia matrimoniale? Ci volete fare un archivio sulla storia della famiglia Melone? Ci volete mettere la sede della proloco? Che significa che sarà aperto alle tecnologie informatiche e telematiche? Avete accordi segreti con la Microsoft e la Intel? O intendete metterci un paio di computer e far arrivare la linea del telefono? Quale è il nuovo processo di sviluppo di Casagiove?

Manca un progetto capace di attivare cofinanziamenti privati, non solo con riferimento alla fase di investimento, ma anche eventualmente con riferimento alla gestione delle attività di servizio come richiede il POR Campania. Parimenti mancano ipotesi gestionali con capacità di generare rientri economici, riducendo al minimo l’eventuale sussidio pubblico. Mancano progetti seri per il miglioramento del capitale umano locale. In sostanza, dopo quattro anni, abbiamo cantieri aperti per edificare il più grande monumento al Nulla che sia mai stato progettato.

Opere pubbliche

Una vera  e propria rivoluzione?

Leggiamo dallo spassosissimo depliant meloniano che egli avrebbe attuato una vera  e propria rivoluzione nel settore dei lavori pubblici. Dopo aver letto titubanti questo inno all’autocelebrazione degna di un faraone d’Egitto, andiamo a scorgere l’elenco dei monumenti eretti alla sua imperitura memoria e, in luogo di piramidi, sfingi e obelischi troviamo un elencuccio di piccoli interventi di asfaltatura, qualche fognetta. Per arricchire l’elenco si citano ad esempio di opere pubbliche monumentali anche un paio di rotonde manco fossero il ponte sullo Stretto. In questo elenco deludente non certamente all’altezza di un Melonsess III troviamo però delle vere chicche. Vi si cita, ad esempio, l’adeguamento funzionale del Campo sportivo: ma l’avete visto in che condizioni si trova? Pure l’Uganda la rifiutato per la sua champion league. Si parla poi delle piste ciclabili: di dimensioni tali o altezza tale da essere inutilizzabili. In sostanza poco più che marciapiedi colorati di rosso. Per quanto riguarda Piazza degli Eroi si tratta di un progetto della vecchia amministrazione che stava già per partire  e in cui l’amministrazione Melone si è distinta soltanto per lungaggini, aggiungendovi ad ogni buon conto una fontana sicuramente costosa ma difficilmente classificabile come artistica.

Metropolitana leggera con stazione in via Regalone

L’amministrazione Melone si appropria anche di questo risultato: ebbene la previsione di una metropolitana leggera che serva tutti i comuni della conurbazione casertana è prevista nel PRUSST della conurbazione casertana cui il comune di casagiove ha aderito in data 3 agosto 1999. non c’è che dire: il caro Melone è meglio di Harry Potter e Mandrake messi insieme. E’ stato capace di pensare ai destini di Casagiove prima ancora di essere eletto. Neanche il Padreterno avrebbe potuto fare di meglio!

 

 

 

 

 

 

Piano di recupero del Centro Storico

Questo piano, di cui l’attuale sindaco va tanto vantandosi, contiene elementi che bloccano di fatto ogni seria possibilità di intervento. Per rendersene conto basta dare un’occhiata al centro e scoprire quanto limitati siano state le ristrutturazioni a quattro anni dal varo del piano. Basterebbe l’eliminazione dei vincoli di rispettare la distribuzione superficiale delle costruzioni già esistenti in modo da consentire ai cittadini ristrutturazioni che consentano di ridistribuire la volumetria esistente in maniera più conveniente. Altra pecca è l’assurdo divieto di potere intervenire con strutture in cemento armato o l’impossibilità di effettuare interventi di integrale abbattimento e ricostruzione. Questo divieto non ha nulla a che fare con il recupero del patrimonio storico della città, è una gravissima incongruenza rispetto ai rischi sismici del nostro territorio, rende praticamente impossibile effettuare interventi ragionevoli dal punto di vista economico, rende una chimera il risanamento delle parti del centro storico più compromesse dal tempo. Sono evidenti i vantaggi che si avrebbero con una reale rifioritura e ripopolamento della parte più vecchia della città; il calmieramento dei prezzi delle abitazioni con una maggiore offerta, senza ulteriori cementificazioni delle aree libere della città che potrebbero essere usate per altri preziosi interventi infrastrutturali; il rifiorire dell’artigianato connesso alle ristrutturazioni edilizie che premierebbe, per la natura del mercato soprattutto gli artigiani e le piccole imprese locali.

 

Interventi presso gli istituti scolastici locali

Anche su questo argomento Melone si spara sui piedi. Se stiamo parlando di interventi urgenti, infatti, richiesti a suo dire fin dal 1994 perché i berlusconiani casagiovese hanno fatto passare quasi cinque anni prima di attuarli? Cosa c’era di più urgente da distrarre le loro attenzioni? Quali sono i “ponti sullo stretto” che hanno messo in cantiere?

Realizzazione Cappellone Cimiteriale

Progetto della precedente amministrazione. Anche in questo caso si appropria di meriti non suoi e ci aggiunge un carico di anni di inspiegabile ritardo. Intanto nulla è stato fatto per procedere all’ampliamento del cimitero casagiovese come previsto dal PRG.

L’Ex Macello si trasforma in “Centro Polifunzionale”

Progetto e lavori della precedente amministrazione. L’AISM ha sede in quei locali da anni. L’ampio teatro è un normale salone senza alcuna delle caratteristiche di una sala teatrale adatto al massimo a rappresentazioni da gruppo parrocchiale. I 130 posti si raggiungono riempiendolo come un uovo di sedie di plastica di quelle da giardino.

Abetaia: Centro Sanitario e Parco Urbano

Il parco dell’Abetaia e gli edifici annessi sono ancora nel massimo degrado. Si ripropone poi il mito del centro sanitario privato nella struttura pubblica dell’abetaia, stridentissima contraddizione, mito nato nella notte dei tempi dell’amministrazione di un  altro Melone, mito che ha prodotto in questi anni montagne di contenziosi e carte bollate dando lavoro, sì, ma soltanto agli avvocati. Invece di tentare di potenziare la presenza di strutture sanitarie pubbliche sul territorio si aprono spazi all’ennesima avventura.

Realizzazione Bretella di collegamento Appia – Via Regalone e prolungamento viale della Libertà

La bretella è rimasta ferma per anni e il sindaco Melone addossava le colpe ad un consigliere di minoranza che aveva una proprietà immobiliare interessata dall’intervento. Siamo stati sommersi da comunicati stampa in cui il Melone giustificava i ritardi di quest’opera e si lanciava in una vera e propria crociata contro questo consigliere tacciato di far prevalere l’interesse privato rispetto a quello pubblico. Il risultato? Il consigliere è stato candidato nella lista di Melone!

Per  quanto riguarda il prolungamento di viale della Libertà lascia esterrefatti la considerazione che tale opera risulta inutile, un vero e proprio tratto cieco se non si addiviene ad una conferenza dei sevizi con la società Autostrade, e con il comune di Casapulla. Ciò non ostante solo adesso, dopo aver iniziato i lavori da anni, il Melone afferma di voler provvedere in tal senso. Perché tanta fretta per realizzare un vicolo cieco? E poi, con la realizzazione della variante ANAS quest’opera è utile? Inoltre ha senso eseguire un’opera che rischia di inserire consistenti flussi di traffico nel tessuto urbano? Per non parlare di un forte conflitto di interessi sollevato da due giornali locali a suo tempo, in cui si poneva in evidenza come il tratto casagiovese dell’opera portasse alla valorizzazione di consistenti apprezzamenti di terreno che insistono sul territorio di Casapulla e appartenenti all’istituto di sostentamento del clero di Capua, retto dal fratello del nostro benamato sindaco, notizie che non ci risulta siano state mai smentite

L’isola dei bambini in Viale della Libertà

La tanto decantata "Isola dei Bambini" è una assurdità dal punto di vista della tutela della salute dei minori. Soltanto dei pericolosi incompetenti potevano avere l'idea di inserire una zona destinata ai giochi dei bambini in prossimità di un incrocio semaforizzato di un'arteria importante per volume di traffico. Soltanto degli improvvisatori non pensano che una zona del genere è una zona che presenta elevatissime concentrazioni di agenti inquinanti generati dai mezzi di trasporto che impegnano quest'asse viario tale da renderla inadatta alla permanenza prolungata di bambini. Basterebbe citare lo studio dell'organizzazione mondiale della sanità che mostra la pericolosa rilevanza delle emissioni da diossido di azoto, benzene,ozono e polveri ultrassottili soprattutto nelle zone ad intenso traffico o, come in prossimità di incroci regolati da semafori, dove sostano notevoli quantità di autoveicoli in attesa del vialibero: una sgradevole esperienza che tutti abbiamo avuto la possibilità di fare. L'enorme quantità di evidenze epidemiologiche e ricerche tossicologiche mostra il notevole incremento di fattori di rischio per malattie cardiopolmonari, fenomeni infiammatori, risposte allergiche e come tali effetti siano ancora più drammatici sui bambini che sarebbero proprio gli utenti dell'area giochi che è stata individuata dall'amministrazione casagiovese. Questo per non parlare della pericolosità per incidenti. Poco dopo l’inaugurazione dell’isola, ad esempio, vi fu in corrispondenza del semaforo, uno spettacolare incidente con ribaltamento di un’auto e un’ambulanza del 118 che avrebbero potuto travolgere i frequentatori della zona. Ancora una volta abbiamo un esempio della micidiale miscela di incompetenza, mancanza di capacità di programmazione e velleitarismo di questa amministrazione. E' evidente che la sola funzione di questa zona attrezzata è quella di coprire un'assoluta mancanza di politiche e di programmazione urbanistica indirizzata alle fasce più giovani.

Cavalcavia di via San Leucio

Via san Leucio era stata soppressa nelle previsioni urbanistiche fin dagli inizi degli anni ’90 soprattutto per permettere l’allargamento del cimitero casagiovese. In questi ultimi anni il Melone ci ha letteralmente inondati di esternazioni e proclami in cui stracciandosi le vesti gridava il suo amore per questa strada ed il suo presunto valore storico. Sta di fatto che, durante il decennale iter della variante né lui ne i suoi sodali dello sgangherato centrodestra casagiovese hanno ritenuto di dover fare osservazioni o interventi sulla cancellazione di questa strada. Con tempismo unico, degno di tutti i disastri cui ci ha abituati la prima repubblica e l’esperienza berlusconiana, egli si ricorda del suo amore per via San Leucio soltanto quando i lavori della variante ANAS giungono a lambirla. A quel punto indossa l’armatura da cavaliere medievale  e si butta, lancia in resta, contro il mostro ANAS. Il risultato è un duello giudiziario che vede l’amministrazione Melone soccombere ignominiosamente davanti al TAR Campania. Fortunatamente l’ANAS sbaglia le procedure di esproprio dei terreni necessarie per creare un asse viario alternativo a via san Leucio e si vede costretto a proporre al comune la soluzione alternativa del cavalcavia. In sintesi, quella che Melone spaccia per una grande vittoria è stata soltanto un epilogo fortunato che nulla deve alla sua disastrosa gestione, per non parlare dei ritardi che il suo atteggiamento guasconesco ha provocato all’apertura di una strada come la variante ANAS che interessa tutta la conurbazione casertana.

 

 

 

 

 

 

Cave: definitivamente bloccate!

Attribuirsi meriti per la chiusura della attività estrattive sulle nostre colline è un’operazione antistorica. Il parco a tema è un progetto presentato al comune da una società privata, in cui il comune non ha avuto alcuna funzione propulsiva e che è stato tirato fuori dal cassetto in fretta e furia per agitare di nuovo lo spettro dei posti di lavoro. Con questa tecnica Melone si potrebbe gloriare di qualsiasi cosa: dalla realizzazione della Reggia di Caserta a quella del museo Gugghenaim di Bilbao, dalla discesa dell’Uomo sulla luna alla scoperta dell’America, dalla realizzazione delle Piramidi a quella del centro direzionale di Napoli. Molto comodo davvero! Per quanto riguarda la ricaduta occupazionale ci permetta di essere scettici visto come sono andate le altre iniziative che, a sentire i suoi comunicati stampa, avrebbero risolto i problemi occupazionali non solo di Casagiove ma dell’intero emisfero occidentale.

Ripresa occupazionale ed attività produttive

Qui la disinformazione meloniana raggiunge il suo apogeo. Iniziative pomposamente strombazzate come l’hotel in via Tifata e la fabbrica di infissi non hanno portato ad alcun intervento e la parte privata a fatto scadere i termini per iniziare i lavori. Nonostante la legge preveda l’annullamento delle variazioni urbanistiche concesse e il rinnovo dell’iter, l’amministrazione ha impropriamente deciso di concedere loro una proroga, calpestando così dettato e spirito delle norme. Per quanto riguarda l’Hotel Houston , per quello che ne sappiamo, dopo diversi anni dal cambio di proprietà la sua unica funzione pubblica è stata quella di fare da comitato elettorale alle ultime provinciali, di Nicola Casentino, il leader di Forza Italia da cui Melone cerca, quatto quatto, di pendere le distanze.

Parcheggio Ufficio Postale e collegamento pedonale con Piazza San Michele

Il parcheggio è stato realizzato durante l’amministrazione Vozza, quindi ci troviamo di fronte ad un’latra appropriazione indebita. Quando si attribuirà la torre Eiffel, la torre di Pisa, il colosso di Rodi, la piramide di Cheope, il traforo del Frejus, la muraglia cinese, ecc. ecc.

Approvazione del Piano di Commercio

Anche in questo caso tale strumento va attribuito all’amministrazione precedente

Passaggio con Eniacqua

Effettivamente Eniacqua ha garantito un servizio migliore rispetto al carrozzone del consorzio idrico. Purtroppo gli elevati costi di gestione rendono ancora la bolletta molto salata, quindi l’eliminazione del regime delle eccedenze non ha avuto effetti significativi sulle nostre tasche

Nuova sede in Piazza degli Eroi per l’ASL

Altra assurdità meloniana. La razionalità avrebbe voluto che si giungesse ad un ripristino dei locali dell’ex abetaia costringendo le strutture sanitarie pubbliche a prendersi le proprie responsabilità. I locali di piazza degli Eroi sarebbero stati una risorsa preziosa per aumentare i servizi comunali come asili nido e scuole materne.

Sicurezza cittadina: videosorveglianza

Due telecamerine non risolvono il problema della sicurezza dei cittadini, come dimostrano episodi di microdelinquenza che hanno continuato a verificarsi. Il problema vero è di aumentare la presenza dei vigili urbani sul territorio. Alcuni anni fa aveva  promesso una nuova caserma dei carabinieri nella zona 167 ma anche questa è finita nella montagna di promesse rimaste lettera morta.